Mal’aria

By on Set 7, 2017 in Contemporaneità

imagesGli itagliani – e purtroppo pure gli italiani – sono notoriamente portatori insani di due mali endemici. Alla smemoratezza cronica che li consegna alla mercé del primo venditore di ciabatte usate, si aggiunge la disaffezione allegramente esibita per i numeri. Ogni evento, fatto o circostanza diventa così miele per gli spargitori di odio, menzogne o, nel migliore dei casi, sciocchezze. Il caso della bimba morta di malaria è da manuale: gli untori si sono scatenati e il veleno è scorso a fiumi. Eppure basterebbe ricorrere ai numeri come fa Lugi Zaja, psicoanalista junghiano, nel suo volumetto sul terrorismo.

Negli ultimi anni il terrorismo jaidista non ha ammazzato in Italia nemmeno una persona. Per fortuna. Mentre nel solo 2012 sono morte 83 mila persone (83.000) per la cattiva qualità dell’aria, racconta Zaja. Eppure se chiedessimo al nostro vicino di casa, al tassista, all’edicolante o a Pino il barbiere juventino quale sia la minaccia più perfida e pericolosa, nessuno di loro avrebbe dubbi.

Ragionare con i numeri è già pensare ad un livello superiore: solo misurando un fenomeno è possibile sperare di conoscerlo realmente e quindi di “temerlo” il giusto. La scienza moderna non è caduta giù dal pero insieme alla mela di Newton, ma appunto nasce “matematizzando” la realtà. (Per chi fosse curioso di conoscere il numero di malati di malaria in Italia ogni anno la risposta la dà Feltri su “La Stampa” di oggi).

Chi invece vuole scoprire l’insulto più insensato e volgare della settimana può leggersi l’intervista dove un Gino Strada più corrusco del solito insulta il ministro Minniti dandogli dello sbirro. Strada che di mestiere fa il chirurgo e quindi conosce assai bene il dolore, dovrebbe pur sapere che irridere le paure di un paese composto da smemorati e ignoranti è la più pericolosa delle sciagure. Tira un’aria talmente insana che chiamarla mal’aria non è un’iperbole.