Facce di bronzo

By on Apr 12, 2023 in Contemporaneità

E’ iniziata la restituzione dei bronzi del Benin. L’Università di Cambridge restituirà alla Nigeria oltre 100 bronzi del regno del Benin rubati dalle forze armate britanniche durante il saccheggio di Benin City nel 1897. Anche la Germania avvia la restituzione. Il Governo tedesco e la Commissione nigeriana per i musei e i monumenti hanno firmato un memorandum d’intesa per la restituzione. Nel frattempo l’Ethnologisches Museum di Berlino ha in programma di allestire una mostra delle opere in suo possesso prima del loro ritorno in Nigeria.

La notizia mi rallegra e mi induce a una (breve) riflessione. Penso alle tonnellate (letteralmente) di opere d’arte etrusca, romana e poi romanica; penso alla pittura medievale, alla grande stagione rinascimentale, al manierismo, al barocco, al rococò e al neoclassicismo… a tutto ciò che di valevole e interessante è stato prodotto nel corso di tremila anni nel nostro paese. Un patrimonio – venduto, svenduto, rapinato – che fa bella mostra di sé nei più importanti musei delle più importanti città del mondo. E da italianuzzo orgoglioso di una storia che sento anche mia, non posso nonostante tutto non sentirmi soddisfatto di come sono andate le cose.

I bronzi del Benin sono bellissimi. Osservandoli si comprende una volta di più dove Picasso e Braque – per non parlar degli altri  – abbiano tratto ispirazione. La domanda (forse sciocca, forse ingenua; forse entrambe le cose) è dunque inevitabile: meglio esposte in un museo nell’allegra e ospitale Lagos piuttosto che sparse in giro per il mondo?

Viviamo nell’età dei sensi di colpa. Passiamo la giornata a fustigarci per il nostro passato coloniale, per non parlar del resto: è così di moda sentirsi in colpa, anche per colpe che non abbiamo commesso. La buona notizia è che come tutte le mode passerà anche questa.

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