Psicopatologia della vita quotidiana

By on Set 19, 2019 in Contemporaneità

Buon ultimo è arrivato Rutelli con l’accusa di autoritarismo leaderistico, la stessa che la stampa e i politici rivolgono all’unisono da ieri, la versione aggiornata de “il pallone è mio” di quando eravamo bambini ai giardinetti. Una coerenza di voci sorprendente anche dal punto di vista dell’esercizio retorico. Qualche esempio: Roberto Tallarita sul “Post” ci spiega che la citazione di Frost “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta” usata dall’ex-premier nel suo annuncio non coglierebbe “la morale poetica involontariamente nascosta”; per Giulia Siviero il femminismo di Renzi sarebbe invece solo “sfruttamento come strategia di marketing”. Una bastonatura sistematica e articolata che, stiamone certi, proseguirà nei prossimi giorni, settimane e mesi. Sincronica e parallela a quella a cui è sottoposto l’altro Matteo, lo sciagurato Truce a cui sino all’agosto scorso...

Roberto lo strabico

By on Set 16, 2019 in Contemporaneità

Intervista di Roberto Saviano a Edward Snowden. Di norma in questi casi si usa l’aggettivo “inquietante”. È comodo e pratico come un mocio Vileda. Va bene per le dichiarazioni di Salvini come per quelle di un pentito di mafia. Figurarsi se il tema è “la più grande violazione di massa della privacy mai accaduta in una democrazia… Attendevo questo libro da anni e tra le mani ho non il diario di un esiliato, né il racconto di un testimone, ma la lucida analisi di un intellettuale al quale ho molte domande da porre” scrive Saviano. Le parole sono importanti? Poiché penso che sì, rileggo e riscrivo: “la più grande violazione di massa della privacy mai accaduta in una democrazia” e “tra le mani ho non il diario di un esiliato”. Ora si dà il caso che Snowden viva a Mosca (rifugiato, ospite, studente fuori sede?) città che non è sinonimo di luogo ameno dove libertà e democrazia sono...

Il dovere di vivere

By on Set 13, 2019 in Contemporaneità

Secondo quanto riportano i giornali Gualtiero Bassetti, presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha affermato: “Anche in caso di grave malattia la richiesta di morire non deve essere accolta. Non esiste il diritto a darsi la morte”. E ancora: “Quella di darsi la morte non è una scelta di libertà. Non esiste un diritto a darsi la morte perché vivere è un dovere… La vita più che un nostro possesso è un dono che abbiamo ricevuto e dobbiamo condividere…. Vivere è un dovere anche per chi è malato e soffre”. La Chiesa sta dunque schierandosi per la revisione della legge sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento” votata dal Parlamento nel 2017. La richiesta è di inserire l’obiezione di coscienza per i medici, il più classico dei cavalli di Troia sperimentato con successo anche contro la legge sull’interruzione delle gravidanze. Non essendo per mia fortuna né un parlamentare...

Simm’e a napule paisà”.

By on Set 11, 2019 in Contemporaneità

Lavori sulla Milano-Genova, accendo la radio. Mi accoglie la voce fresca di Benedetta Tobagi che insieme a Lucarelli prova a spiegare i molti perché dei misteri italiani. Storie di bombe, di treni, di piazze, di depistaggi e di anarchici che come i violinisti di Chagall volano dalla finestra. Storie di tradimenti commessi da chi invece di servire lo Stato ha occultato la verità e sua sorella gemella la responsabilità. Storie di eroismi da parte dei pochi che si oppongono al conformismo e all’opacità del quieto vivere: qualche magistrato, qualche giornalista, qualche avvocato. La ricerca della verità va intesa come atto di prevenzione: come l’igiene orale mantiene la salute della bocca, così la verità dei fatti tutela la convivenza democratica. (Lucarellli, che è grossier di natura, le fa eco in chiave scatologica forse pensando ad un convegno della Lega). Le auto si rimettono in moto e...

Artistiche follie

By on Set 2, 2019 in Contemporaneità

“Tunner, noi non siamo turisti, siamo viaggiatori. Ah, che differenza c’è?” (“Il te nel deserto”, 1990, Bernardo Bertolucci). La differenza c’è, e bella grossa anche. Ma di questi tempi difficile da praticare. Masse sterminate di turisti affollano i dehor la cui vastità è diventato il tratto distintivo di ogni città d’arte che si rispetti. Per non parlare di siti museali, chiese e monumenti, conquistati in fila per sei alla ricerca di un’esperienza che, vista natura e qualità dell’equipaggiamento (abiti, calzature e casermaggi vari) è arduo ritenere appartenente alla ragione estetica. Così ciò che distingue il viaggiatore dal turista è forse l’interesse per le storie generate dagli incontri, oltre alla conoscenza tecnica ed affettiva degli “oggetti” che motivano al viaggio: opere d’arte, forma urbis, paesaggi e cibi. Potremmo quindi concludere che il viaggiatore a differenza del...