I baci di Besoz

By on Nov 17, 2017 in Contemporaneità

“Besame, besame mucho como si fuera ésta noche la última vez“. Pare sia la canzone spagnola più cantata al mondo. E’ stata scritta nel 1940 dalla ventiquattrenne Consuelo Velasquez prim’ancora che desse il primo bacio, così almeno affermava. Amazon invece dal 1994 ad oggi di baci ne ha dati parecchi, e non ha intenzione di smettere. L’ultimo, non in senso strettamente cronologico, lo vedete riprodotto nella foto. Trattasi di un simpatico armadio tecnologico che opportunamente disposto risolve una delle ultime barriere che si oppongono allo strapotere dell’azienda di Seattle: il portinaio, la cui assenza condiziona la consegna dei diabolici pacchi. Quello ritratto è collocato in una zona che più strategica non si può nei pressi del Politecnico di Milano a Città Studi, affinchè anche gli studenti clienti compulsivi via web ma di norma privi di...

Caratteri

By on Nov 16, 2017 in Contemporaneità

“Lo score mio è uno dei migliori degli ultimi 40 anni” Gian Piero Ventura. Così ha dichiarato lo sventurato ct dopo l’eliminazione dai Mondiali di calcio. Sciatteria lessicale a parte (l’aggettivo andrebbe dopo l’articolo, ma pazienza) mi domando se GPV non rappresenti il carattere degli italiani al tempo di Schettino: un assoluto, ontologico disprezzo del ridicolo. Disposti a qualsiasi abisso, ma l’assunzione delle responsabilità mai....

Sulla rilettura

By on Nov 6, 2017 in Letteratura

Perchè rileggere, se non si è lettori di professione. I lettori di professione sono gli storici della letteratura, i filologi, i linguisti, chi a qualsiasi livello si occupa di critica. Leggere e rileggere il corpus delle opere che riguarda il loro ambito di ricerca è parte essenziale del mestiere. Ma per tutti gli altri, per il comune e normale lettore, qual è il senso della rilettura considerando la mole sterminata della produzione e il poco tempo disponibile? Innanzitutto il piacere. Ci sono pagine che assicurano un inarrivabile godimento anche alla decima o quindicesima rilettura: lo scontro di Dartagnan con le guardie del Cardinale, Odisseo alla prova con l’arco, l’ingresso di Swann annunciato dallo scampanellio nel giardino di tante Léonie… e potrei continuare a lungo. La seconda ragione è il cambiamento. Rileggere un’opera, un capolavoro assoluto ma anche...

Ancora a proposito di Amos Oz

By on Ott 22, 2017 in Contemporaneità

Penso sia inevitabile osservare Israele con interesse e passione. Comunque la si pensi, è l’esempio di un esperimento che riguarda tutta l’umanità. O forse, più che di esperimento bisognerebbe parlare di passaggio; del resto dal Mar Rosso in avanti sono dei veri esperti di attraversamenti. Questa riflessione nasce dalla lettura di “Cari fanatici”, l’ultimo lavoro di Amos Oz che lui definisce “libriccino”, la cui lettura se occupassi il posto della signora Fedeli imporrei alle scuole di ogni ordine e grado. In Israele è in atto (con evidenza infinitamente più manifesta che altrove) il solo conflitto definibile come scontro tra civiltà, l’ennesimo episodio della guerra millenaria tra ragionevolezza e oltranzismo, concezione laica della storia e millenarismo religioso; tra chi interpreta le scritture come se il tempo fosse ancora quello dei...

Urbs e civitas

By on Ott 20, 2017 in Contemporaneità

“L’urbs sono le mura, la civitas non sono le pietre ma la gente che ci abita”. Questa frase è di Isidoro di Siviglia, vescovo della città spagnola da cui prese il nome, teologo venerato come Dottore della Chiesa. Bella citazione, soprattutto se consideriamo che Isidoro nacque nel 560 e morì nel 636. In tempi di ius soli e di ius culturae poi, la distinzione tra senso fisico (le mura, le pietre, i palazzi) e quello ideale (le persone reali che animano le città) diventa se possibile ancora più pregnante. Che gente abita nelle nostre città? Per nostra fortuna (o sfortuna a seconda dei punti di vista) vivendo nella realtà fisica è più difficile che si verifichi l’effetto “camera dell’eco” tipico del mondo digitale. Che fa sì che si frequenti solo con chi la pensa più o meno come noi. A meno di non essere un principe saudita spaparanzato nei resort...