La Repubblica della douceur

By on Lug 7, 2026 in Letteratura

Questa madeleine potrebbe iniziare con c’era una volta, la felice formula con cui principiano le fiabe. Dunque, c’era una volta un piccolo disgraziato paese dilaniato da feroci contrasti che nondimeno dominò la cultura europea per un secolo abbondante. O per meglio dire la formò attraverso una rivoluzione che va sotto il nome di Rinascimento. In verità non tutto il piccolo paese contribuì all’impresa; le protagoniste furono Firenze, Venezia e per un breve tratto Roma, le “città stato” (chiamiamole così) teatro della più sensazionale riscoperta della storia dell’umanità: il patrimonio filosofico e letterario del mondo greco e latino. Se pensate che questa storia appartenga al novero delle storie che possono consolarvi delle piccinerie in cui si dibatte oggi il piccolo disgraziato paese, acquistate – o rubate, se ritenete sia un furto la proprietà privata di libri intelligenti...

Il kilt che indossava papà

By on Lug 1, 2026 in Filosofia

Immagino abbiate subito anche a voi l’onta del tradimento. Non le piccole infedeltà amorose che come spiccioli entrano ed escono dalle tasche senza troppo ferire nell’età in cui si scopre il mondo. Il tradimento che ammutolisce e lascia il segno è il tradimento intellettuale. Accade quando vien meno il patto che ci lega a un pensatore, a colui che ha saputo conquistare la nostra fiducia con l’originalità dell’intelletto e il rigore dell’indagine. Quanto più le delusioni sono cocenti, tanto più vertiginose saranno le conseguenze; si aprono faglie la cui profondità è proporzionale alla crescita che provocano, laddove crescere significa uscire dal cono d’ombra delle convinzioni che abbiamo accumulato e che custodiamo con l’ottusa determinazione di Cerbero. (scrive Paul Nizan, l’autore che vanta il più grande numero di citazioni dopo i Baci Perugina, “Avevo vent’anni. Non permetterò...

La suprema arte.

By on Giu 25, 2026 in Letteratura

Non avevo letto quasi nulla di Raboni critico. Conoscevo solo il poeta e il traduttore della Recherche, quasi nulla del critico letterario, cinematografico teatrale e televisivo. La ragione, banale e insieme semplicissima, è che Giovanni Raboni ha svolto quest’impresa (per certi aspetti titanica: più di 4000 recensioni in oltre quarant’anni di attività) scrivendo per testate che non erano le mie: Avvenire, Europeo, Corriere della Sera. Sono (anche in questo caso) debitore a Matteo Marchesini. Di Raboni critico militante ne ha parlato nei giorni scorsi sulla sua pagina Substack recensendo “Meglio star zitti? Scritti militanti su letteratura, cinema, teatro”, Oscar Mondadori. Il volume raccoglie gli scritti pubblicati nel periodo che va dal 1964 al 2004. Un arco temporale ridotto se considerato dal punto di vista meramente numerico, vastissimo alla luce della radicale trasformazione del...

Perdersi negli altri e nelle cose

By on Giu 20, 2026 in Comunicazione

Non so se sia più triste il viver misconosciuti e l’esser celebrati dopo la morte o il suo contrario, finire dimenticati dopo cotanta fama. Probabilmente un materialista duro e puro non avrebbe dubbi. Sceglierebbe la seconda e si godrebbe la gloria in vita, consapevole delle disgrazie che colpirono Baruch Spinoza e Søren Kierkegaard, della sorte toccata a Giordano Bruno, bruciato vivo ma oggetto oggi di fior di studi o di quella del povero Van Gogh, lo sciamannato olandese che in vita vendette un solo quadro. Mi faccio queste domande oziose per via del caldo e di un libretto – “Perdersi negli altri e nelle cose” lettere scelte di Benedetto Croce – che mai, sia detto subito per inciso, avrei pensato di léggere e men che meno di comprare. E quindi che scelta compirebbe il principale esponente del neoidealismo italiano, colui che dopo aver dominato per decenni la cultura...

Guerre giuste e ingiuste.

By on Giu 15, 2026 in Filosofia

    Pochi giorni, fa inaugurando la torre più alta della Sagrada Famiglia, Leone XIV ha dichiarato: “i cristiani non possono fare la guerra”. Questo monito, non so quanto rispettato nonostante l’autorevolezza della fonte, mi è tornato in mente oggi lunedì, giorno di mercato in via Cesariano. Oltre alle bancarelle dell’agro alimentare, ai casalinghi e all’abbigliamento, se non piove c’è anche il banchetto dei libri: novità e saggi scontati e scontatissimi. Mi cade l’occhio (oggi è anche la giornata della metafora povera) sulla quinta edizione di “Guerre giuste e ingiuste. Una discussione morale con esempi storici” di Michael Walzer meritoriamente pubblicato da Garzanti. Metto subito i piedi nel piatto (ve l’avevo detto che era giornata di metafora povera) e lascio la parola al novantenne più grande filosofo della politica statunitense: “A volte è giusto combattere, e a...