Liberi di

By on Apr 18, 2018 in Contemporaneità

Vero, falso o, peggio, verosimile. E’ il tema di “Liberi di crederci” (W. Quattrociocchi, A. Vicini, Le Scienze) un agile quanto raccapricciante libretto che tratta di informazione, internet e post-verità; raccapricciante perchè pare non ci sia difesa né speranza alcuna; tralascio la spiega del perché e vado ai risultati: non servono accurati fact-checking né tantomeno defatiganti debunking. Chi è convinto della “sua” verità cotta e mangiata quotidianamente nell’echo-chamber in cui si è rinchiuso, non avrà dubbi. Che si tratti di conformazione del globo terraqueo, di sementi mutate geneticamente, di vaccini o di trasporti ferroviari, nessuno (o quasi) muterà idea. L’effetto della disintermediazione, un bel casino di suo, è moltiplicato dall’analfabetismo funzionale. La scala UE di comprensione di un testo va da 1 a 5. La brutta notizia è che l’adulto italiano si colloca al secondo...

#vitadiemme

By on Apr 8, 2018 in Contemporaneità

Come quasi sempre, è stato Luca. E’ lui il coagulo che, come un poderoso risucchio da tappo dal lavandino levato, miscela vorticosamente cose e persone; forse in questo caso vorticosamente è eccessivo, ma pazienza. E’ così che sono entrato nel mondo di #vitadiemme, la striscia esistenziale nata dalle inquietudini di Marco Troiano, speaker, autore e attore (per non parlar del resto). #vitadiemme è una clip di una ventina di secondi. Perfetta per essere vista sul portatile, il “device” come si dice ora più amato dagli italiani. Marco (che mi scappa sempre di chiamare “Troisi” invece di Troiano) compare su fondo nero con la sua faccia magra di migrante che non ha smesso di migrare nonostante sia arrivato da un pezzo. In rete, su faccia-libro e sul canale You-Tube ce ne dovrebbero essere ormai una trentina. Dategli un’occhiata. Sono storie di normale metropolitanità, la nostra. Il racconto...

The time they are a changin

By on Mar 12, 2018 in Contemporaneità

Prendo lo spunto da un cambiamento personale, l’abbandono di una casa vissuta per 22 anni, per tradire la promessa fatta a me stesso la sera del 4 marzo: non parlare più di politica. Chiunque abbia fatto un trasloco in vita sua, anche uno solo, sa bene che si tratta di una fatica che al confronto quelle di Eracle sono pippe. Il bello dei traslochi è che sei costretto a decidere cosa conta e cosa no. Specialmente se la casa destinata ad accoglierti è già formata di suo. Devi fare ordine nella memoria fisica della tua vita. Devi decidere la gerarchia degli oggetti, e con essa degli affetti prim’ancora delle funzioni. I libri che potrai portare non saranno tutti: cosa tieni, cosa lasci, cosa regali, cosa butti? (e con essi i piatti, i bicchieri, gli asciugamani, le pentole, le posate, i quadri, le piante…). Un’amara e sagace barzelletta ebraica spiega perchè tra il...

Achille e la tartaruga

By on Feb 13, 2018 in Contemporaneità

Il post del “rifugiato senza biglietto” è divenuto virale. La viralità è un miracolo. Peccato che il post fosse falso come princisbecco. Ancora più interessanti sono i commenti raccolti nelle oltre centomila visualizzazioni (sì, l’ho visto pure io). Dànno perfettamente conto, i commenti, di ciò che siamo. O meglio, di ciò che è una parte (marginale o consistente?) della nostra società. Tuttavia c’è del positivo anche in questa storia: è molto meglio essere consapevoli del male che coviamo piuttosto che ignorarlo mentre ci cresce dentro come un cancro. (Si tratta ora di dare risposte, ovvio; queste spettano alla politica, e la politica siamo noi, e mi viene da dire purtroppo, poichè chi eleggiamo non è affatto migliore di noi mentre dovrebbe esserlo). L’altra cosa positiva è che il tema della verità sta riguadagnando importanza. Dopo la sbornia...

Riforme

By on Feb 2, 2018 in Contemporaneità

Un esponente politico francese, definito “cattolico di destra”, divenuto ministro dell’istruzione di Macronlandia prova a riformare la scuola francese. In classe senza telefonino e con la divisa; un dettato al giorno; nessuna paura di valutare con severità e, se è il caso, bocciare; insegnamento del latino e del greco; massimo 12 alunni in ogni classe delle elementari, sono alcuni punti della riforma. Macron l’aveva scritto nel suo programma: è indispensabile invertire la tendenza che vede la Francia in calo nella comparazione effettuata dall’Ocse. La scuola, la buona scuola, è il futuro di ogni paese. Fortunato il paese che non ha bisogno di eroi scriveva il povero Bertolt Brecht; fortunato il paese, aggiungo io che sono molto più povero di lui, che ha saputo darsi un sistema elettorale che consente al vincitore di governare per davvero e subito....