Coltelli satanici

By on Ago 12, 2022 in Contemporaneità

L’aggressione subita da Salman Rushdie pare essere la conseguenza di una “fatwa” pronunciata il 14 febbraio 1989 dall’ayatollah Khomeini, allora leader supremo dello stato iraniano. L’Iran offrì 3 milioni di ricompensa per chi avesse assassinato Rushdie, uno dei primi intellettuali accusati di blasfemia contro l’Islam. Secondo Khomeini il crimine commesso da Rushdie consisteva nell’aver scritto il romanzo “I versi satanici” opera in cui, secondo la guida religiosa dell’Islam sciita, veniva insultata la religione e il suo profeta. Da questa e altre vicende se ne conclude che se è possibile discutere/criticare/ironizzare/sbeffeggiare (e magari anche insultare) le principali fedi religiose senza correre rischi eccessivi, questo principio non vale per la religione islamica. Ovviamente non è sempre stato così: per ciò che riguarda la religione cattolica, nello stato pontificio le sentenze...

L’Europa lava più bianco

By on Ago 3, 2022 in Contemporaneità, Letteratura

E’ certamente colpa dell’Ucraina se l’operazione militare speciale è divenuto argomento persino più stucchevole del divorzio Blasi-Totti sulle cui vestigia, sarebbe forse meglio dire corna, l’esangue giornalismo italico inzupperà il biscotto negli anni a venire. E’ colpa dell’Ucraina, il presuntuoso paese che rifiuta di arrendersi, se nonostante il caldo e i gravi problemi che ci affliggono quotidianamente al cui confronto le sette piaghe d’Egitto sono un bicchierin di giulebbe, ci ritroviamo nostro malgrado costretti a pensare all’Europa. Europa, entità astratta fino all’altro ieri, data per scontata come tutte le cose che crediamo di possedere per diritto divino e decreto imperiale (clima temperato, giusta quantità di precipitazioni atmosferiche, sale sulla tavola, insalata nell’orto…) di cui scopriamo l’importanza solo quando ci vengono a mancare, come insegna la fiaba del Re scemo...

Il tradimento dei pusher

By on Lug 26, 2022 in Contemporaneità, Letteratura

Questa madeleine parla di libri. O per essere più esatti della distruzione del mondo dei libri. L’Istat informa che nel 2019 sono stati pubblicati 86.505 titoli. Quindi, anche se la stragrande maggioranza di essi finirà al macero, il problema pare non sia la produzione. Si scrive, si edita, si stampa come se fosse vino Prosecco. Tutto bene madama la marchesa? Non proprio. Provate voi ad ordinare titoli come “Non c’è nessuna Itaca” di Francesco Cataluccio (Humboldt Books). Io l’ho fatto i primi giorni di luglio, il 5 se non vado errato, telefonando al “Libraccio” di via Canonica, il mio attuale pusher di fiducia. La voce a cui ho comunicato l’ordine con bel garbo mi aveva avvertito che sarebbe stato necessario un po’ di tempo: sono piccoli editori, è un problema di distribuzione, ci sono poche copie a magazzino per via dei costi… (“Madama… veramente… in questo mondo...

La repubblica degli inetti

By on Lug 21, 2022 in Contemporaneità

Ho sempre pensato che i migliori sono quelli che restano. Con gli altri, quelli che se ne vanno per scelta o per forza maggiore, non ci puoi costruire più niente. A volte però il processo selettivo raggiunge livelli (e quindi esiti) insostenibili. Ieri se n’è andato il miglior uomo politico degli ultimi trent’anni, oggi ci lascia Luca Serianni, il linguista di severa mitezza investito sulle strisce pedonali dal compatriota che ieri ha vinto la gara quotidiana dell’incompetenza criminale. Sono debitore a Luca Serianni di una monumentale “Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria” (Utet editore) che al fianco de “Il Dizionario della lingua italiana” del Devoto-Oli, mi fa bonaria compagnia cercando di porre rimedio a miei inemendabili svarioni. (La grammatica del Serianni è particolarmente preziosa anche in virtù del fatto che è l’ultimo dono della ex-corta che ha smesso di...

Stalingrado o della quantità

By on Lug 16, 2022 in Letteratura

Sono agli ultimi paragrafi di “Stalingrado”. Tra le molte, spunta pure la domanda se abbia ancora senso leggere un romanzo di 884 pagine. Me lo chiedo a causa dell’affettuoso sfottò di un documentatissimo amico che rifiuta di procedere oltre quota 200; e ancor più per via del post di un noto esperto di web, uno di quelli bravi, che sentenziando riguardo la lunghezza di un testo letterario stabiliva che era il caso di fermarsi prima delle 300 pagine, evidentemente convinto che la quantità vada a scapito della qualità. A me proustiano di stretta osservanza, è parsa una tesi abbastanza imbecille. Succede che mi sono beccato una censura prima, e l’accusa di maleducazione poi. L’amico che sfotte ovviamente non  crede a quello che dice; il sagace esperto di web invece sì. “Stalingrado” è l’ultima opera di Vasilij Grossman pubblicata in Italia. Nato in Ucraina a Berdyčiv da famiglia ebrea,...