Tema: l’immagine dell’estate

By on Set 19, 2017 in Contemporaneità

Ci ho pensato su e sono giunto alle seguenti conclusioni:   Sono da escludere le immagini di potenti-dementi tipo Trump vs. Kim, come pure i disastri naturali che sempre meno “naturali” paiono essere. Bocciate le cartoline delle vacanze felici, le mamme, le nonne le zie, come pure le insopportabili effigi di Fuffi, Pino e Gino, cani, gatti e canarini. Tentato dalla tenerezza del bimbetto aussie-flippino ucciso a Barcellona divulgata nella speranza fosse disperso Tentato pure dalla smorfia del grande Bolt nella sua ultima corsa, della serie “punito dagli dèi” Propongo questa.   L’ho scattata al Luxemburg, il giardino di Parigi che miracolosamente tiene insieme nobiltà e popolo in un connubio festoso di chic autentico e ancor più autentico bling-bling. Al Luxemburg si va per leggere comodamente seduti sulle sedie in metallo come il signore nella...

Egemonia

By on Set 16, 2017 in Contemporaneità

Pochi pensieri hanno mantenuto validità nel tempo come quello formulato da Gramsci a proposito di egemonia culturale, il concetto che indica la “direzione morale culturale” di un gruppo sociale prevalente. E’ un pensiero reso tangibile dai comportamenti che ognuno di noi può osservare più volte ogni giorno quando, ad esempio, mode altrimenti elitarie diventano fenomeno di massa. Chi faticosamente le fa finalmente proprie, non si rende conto che sono state abbandonate da quelle stesse élite che le avevano promosse; o di aver acquisito un prodotto palesemente succedaneo, un “mee-to” che si sforza di imitare l’irragiungibile modello “alto”. Qualche esempio. La moda hipster dei barbuti ciclisti che prescrive l’acquisto di insensati velocipedi a scatto fisso, vero trionfo dell’imbecillità newyorkése, adottate anche in località non...

L’isola che non c’è

By on Set 14, 2017 in Filosofia

“Retrotopia” (Editori Laterza) è l’ultimo saggio di Zygmunt Bauman. Come ogni suo altro lavoro anche questo è un libro a tesi. Dopo l’età delle utopie del futuro e poi quella che ha negato ogni utopia, oggi viviamo l’epoca dell’utopia del passato. La nostra è l’epoca dell’incertezza, il futuro da radioso che era all’Inizio del Novecento si è fatto oscuro, gravido di minacce e pericoli, sicchè crollati sogni e progetti collettivi, anche l’idea di progresso si è privatizzata al punto che il “mio” progresso non corrisponde più necessariamente al “tuo”, anzi confligge. La politica, lo strumento per eccellenza per modellare il futuro, ha fallito sostiene Bauman; oggi invece di “inventare futuro” ha traslocato armi e bagagli nelle stanze assai più confortevoli della memoria collettiva, lo spazio...

Pisello

By on Set 13, 2017 in Contemporaneità

Prima Rimini, poi Firenze, poi Roma1 e oggi Roma2. Gli stupri, quelli andati in porto e quelli sventati, accendono le discussioni di fine estate.  Sono gli immigrati, sottinteso: questi bastardi di negri. No, ci sono anche gli italiani, sottinteso: persino carabinieri. Un dialogo tra diverse ma simili imbecillità che sorprendentemente non tiene conto del minimo comun denominatore: il pisello. Immigrati o autoctoni, in divisa o in borghese, l’origine del crimine è sempre rigorosamente la stessa: la pretesa del maschio di comportarsi con la femmina come se entrambi fossero appena scesi dall’albero. Concetto di semplicità sconcertante che pur tuttavia continua a non essere compreso. Oggi una turista belga ha denunciato un tentativo di stupro, teatro le scale del Campidoglio. Pare che l’accusato sia un cittadino israeliano. E’ proprio vero che pisello non guarda in...

Mal’aria

By on Set 7, 2017 in Contemporaneità

Gli itagliani – e purtroppo pure gli italiani – sono notoriamente portatori insani di due mali endemici. Alla smemoratezza cronica che li consegna alla mercé del primo venditore di ciabatte usate, si aggiunge la disaffezione allegramente esibita per i numeri. Ogni evento, fatto o circostanza diventa così miele per gli spargitori di odio, menzogne o, nel migliore dei casi, sciocchezze. Il caso della bimba morta di malaria è da manuale: gli untori si sono scatenati e il veleno è scorso a fiumi. Eppure basterebbe ricorrere ai numeri come fa Lugi Zaja, psicoanalista junghiano, nel suo volumetto sul terrorismo. Negli ultimi anni il terrorismo jaidista non ha ammazzato in Italia nemmeno una persona. Per fortuna. Mentre nel solo 2012 sono morte 83 mila persone (83.000) per la cattiva qualità dell’aria, racconta Zaja. Eppure se chiedessimo al nostro vicino di casa, al...