Aree strettamente sorvegliate.

By on Set 16, 2020 in Contemporaneità

I teorici del turbo-liberalismo non sono necessariamente cattive persone. Li riconosci perché, come i cani cresciuti in libertà, considerano i controlli e il bilanciamento dei poteri alla stregua di insopportabili guinzagli e museruole. L’amara vicenda dei Boeing 737 caduti a causa di un “culmine orribile di errori, difetti di ingegneria e cattiva gestione” volta ci ricorda per l’ennesima che il capitalismo è un animale selvatico che va tenuto a bada. Il documento del Congresso statunitense redatto al termine di un’indagine durata diciotto mesi afferma: “I fatti esposti in questo rapporto documentano un modello inquietante di errori di calcolo tecnici e di orribili errori di valutazione da parte della gestione fatti da Boeing. Illumina anche numerosi errori di supervisione e lacune di responsabilità da parte della FAA che hanno svolto un ruolo significativo negli incidenti del...

Domani, nel frattempo.

By on Set 15, 2020 in Comunicazione

Oggi ho acquistato il primo numero di Domani. (Sì, lo so, è un calembour della mutua; a mia attenuante diciamo che l’ha provocato la frase di Walter Siti che campeggia nella versione digitale: “Il domani non è altro che l’oggi osservato con più attenzione”). Un ben strano giornale questo primo numero di Domani che ho comprato oggi. Sulle 20 pagine dell’agile edizione cartacea firmano un numero decisamente consistente di scrittori. Oltre al già citato Siti, ci fanno compagnia Igiaba Scego, Arianna Farinelli, Gianfranco Carofiglio, Jonathan Bazzi e Daniele Mencarelli. Nonostante che la categoria ultimamente sia più svalutata di una moneta argentina, continuo a pensare che i giornali li debbano fare i giornalisti non gli scrittori. Che gli editoriali sulla crisi degli Stati Uniti, vera o supposta che sia, li debbano redigere opinionisti che il ruolo se lo sono conquistato sul campo e nel...

FMR o dell’effimero

By on Set 14, 2020 in Contemporaneità

Ho incontrato éphémère che ero ancora un pischello all’università. Ero salito nella sede che allora stava dalle parti della Statale per consegnare la correzione delle terze bozze di un libro di cui ho scordato il nome. Lui stava in compagnia di un fox terrier a pelo ruvido, circondato da assistenti che mi parevano bellissime e in gambissima, la rosa di plastica rossa d’ordinanza appuntata al rever della giacca. Di chi sto parlando? Ma del parmense più chic, più elegante e più snob che la pianura padana (territorio vocato alla produzione di talenti fuori registro) abbia prodotto degli ultimi cinquant’anni: Franco Maria Ricci. Cosa resta del suo lavoro ora che FMR, “la rivista più bella del mondo” come pare la definì Jacqueline Kennedy prima di trasformarsi in Jackie O, venduta al momento giusto (e immagino a caro prezzo) è stata massacrata da chi l’ha insensatamente comprata? Oltre al...

Carlotta canta. Speranza suona.

By on Set 4, 2020 in Comunicazione

Niente più pubblicità in tv grazie alle piattaforme streaming. Una liberazione, certo: la qualità dei nostri commercial fa rimpiangere persino le più stucchevoli storielle di Carosello, ma anche un limite per chi fa un mestiere come il mio. L’altra sera ho però pigiato il tasto sbagliato. Invece di Netflix sono finito sulla 7, il canale di proprietà di quel signore che in redazione qualcuno ha soprannominato – non si sa se per via della statura fisica o di quella imprenditoriale – “editorino”. Fortuna vuole che in quel momento girasse lo spot Amazon. Quello della signora appesantita dall’età che sfaccendando lenta tra gli scaffali dei pacchi ringrazia l’azienda per averle dato un’altra possibilità che nessuno credeva fosse (ancora) possibile. Per una della sua età, implicitamente priva qualsivoglia competenza specialistica. Dal tinello al muletto a mano, insomma. Ma...

Caran d’Ache

By on Lug 27, 2020 in Contemporaneità

Non ne comprendo la ragione ma devo mio malgrado ammettere che la compagine dei negazionisti mi mette di buon’umore. Pittoresca come gli Hare Krishna di parco Sempione, comprende un arco di varia umanità più variegato di una scatola di Caran d’Ache. C’è il tenore pop, il lego-sovranista, l’ex attor giovane specializzato in scene isteriche e pure il raffinato filosofo di sinistra-sinistra spintosi talmente a sinistra da non distinguersi più dalla destra. Il virus non esiste, non esiste più, non è mai esistito. Il virus, ammesso che esista ancora, lo portano gli immigrati. Le politiche di contrasto alla pandemia sono una palese (vergognosa, scandalosa, avvilente, umiliante etc. etc) negazione delle libertà. Salvini, Sgarbi, Bocelli e il pur valido Agamben, il pensatore che ci avverte di come il diritto alla salute si sia trasformato in dovere, uniti nella lotta. Un’inedita alleanza...