Sostiene Sting

By on Lug 15, 2018 in Contemporaneità

Più di un amico si è stupito della mia tiepidità per il Mondiale di calcio. Non sai cosa ti perdi, proprio tu che sei un tifoso accanito, mi dicono. Proprio questo il punto. Non posso guardare una partita di tennis, una gara di moto GP (ma pure un torneo di moscacieca se esistessero) se non mi schiero. Figurarsi il calcio, arte che richiede concentrazione paziente in attesa che si compia il miracolo: lo scambio, lo schema, il dribbling, la prodezza balistica, il cross, il tiro e – forse – il goal. Tutto il resto, le menate, le meline, il ti-tic-ti-toc, i falli tattici, gli errori di mira, i passaggi sbagliati, le sceneggiate alla Neymar (un marchio di garanzia) sono la noia che, come in un lungo sfinente preliminare amoroso, separa la transizione di fase che conduce dalla normalità all’estasi. E fateci caso anche il linguaggio, – fallo, penetrazione, sfondamento, percussione,...

Bambini nel mondo

By on Lug 11, 2018 in Contemporaneità

E’ stato davvero bello e confortante vedere con quanta attenzione e partecipazione il mondo ha seguito la vicenda dei bambini tailandesi intrappolati nella grotta. Pagine e pagine di approfondimenti e di spiegazioni e di infografiche dettagliatissime con le figurine e i disegnini e le dida: queste sono le pinne (freccia) e questa la bombola per i piccini (freccia) e queste le maschere e queste le luci, e le planimetrie talmente fatte bene che si potevano seguire col dito, e su e giù nel buio dell’acqua fangosa. E le interviste agli esperti (la tecnologia è israeliana, testata nei cunicoli anti-terroristi!) e l’analisi dei rischi – (le piogge ritornano!) le simulazioni e il racconto degli specialisti – 50!- venuti da tutti i paesi. La corsa contro il tempo – fuori uno, due, tre – le preghiere e le candele che non mancano mai in nessun luogo del mondo quando ci sono le sfighe – e le...

Camicia rossa la trionferà

By on Lug 9, 2018 in Comunicazione, Contemporaneità

Cosa penso d’aver imparato ora che ho raggiunto lo status di PPA, piccolo pubblicitario anziano? Pensa e scrivi come se il prodotto (il servizio) che promuovi fosse destinato a te. Scrivi pensando con ostinata ossessione a chi leggerà le tue parole, sia essa cameriera o granduchessa. Pensa e scrivi (strategia di comunicazione, campagna, o semplice testo) per risolvere un problema non per realizzare un’opera d’arte (sic). La pubblicità non è un’opera d’arte. Non anticipa, segue. Non inventa, imita. Non scandalizza, rassicura. La pubblicità è come la tecnica: funziona (quando funziona). Pensavo ai quattro ferri del mio mestiere l’altrieri, il giorno delle camicie rosse. Le hanno indossate molte persone che conosco e stimo; persone con le quali è gradevole prendere l’aperitivo, scambiarsi un libro, visitare una mostra, accendere un piccolo flirt, cenare in terrazza, programmare una...

Cucù Firenze non c’è più

By on Lug 6, 2018 in Contemporaneità

Sono diventato mio malgrado un affezionato lettore de Il Foglio. La notizia non sarebbe neppur degna di apparire sulla rubrica “E chi se ne frega” se non fosse che ormai siamo in parecchi ad aver contratto la malattia per il giornale di Cicciopotamo. L’altro giorno hanno pubblicato un articolo sulla demografia. Si badi, prima dell’intervento del Presidente dell’INPS Boeri. Pare che nel 2016 lo sbilancio fra nati e morti sia di 140.000 anime. Praticamente la città di Salerno, swoosh, fumata via. “Nel 2017 il saldo demografico è peggiorato ancora ed è crollato a meno 180 mila. Sono dati dell’Istat, che dice anche che questa tendenza è destinata ad aumentare nei prossimi decenni. Su lungo termine il deficit diventerà prima di 200 mila e poi di 400 mila italiani – come se ogni anno sparissero gli abitanti di tutto il comune di Firenze”. Ora comprendo bene che la città di Firenze sta sulle...

L’amica di nonna Speranza

By on Giu 25, 2018 in Contemporaneità

Tanto tempo fa dalle parti del naviglio pavese sorgeva la sede di un’azienda proprietaria di marchi prestigiosi. Ma che dico prestigiosi, prestigiosissimi. Il più noto, celebre anzi celeberrimo, era il dado per brodo editato, è il caso di dirlo anche se allora non si sarebbe mai detto, nelle sue enne varianti di forma e ricettazione. Il suo nome era quello di un grande chimico tedesco al quale si devono un gran numero di scoperte nell’ambito della biochimica e della chimica per l’agricoltura. Correvano i ruggenti anni ’80. Gli anni della “Milano da bere”, del referendum per l’abolizione della scala mobile, dell’inflazione a due cifre, dell’esplosione del deficit pubblico, dei cortei monopolizzati dai duri e puri. Dimenticavo: furono anche se non soprattutto gli anni delle stragi e degli ammazzamenti a scopo “politico” come si diceva allora. Se fosse stata una persona sarebbe stata...