Quattro letture obbligatorie (più una facoltativa)

By on Mar 17, 2021 in Letteratura

“Tutti gli uomini vivono – la vita è il modo d’essere degli uomini, che si svolge nel tempo. Eppure pochi sono gli uomini che si sono chiesti seriamente che cosa è questa vita ed in che modo deve viversi”. E’ l’incipit di un lavoro di Giorgio Colli. Mi è tornato in mente mentre leggevo “Viaggio sentimentale” di Viktor Šklovskij, testimonianza indispensabile a tutti coloro che ancora si domandano come e perché la seconda rivoluzione più importante nella storia dell’umanità si sia trasformata prima in farsa e poi in tragedia. Scrive Šklovskij: “Un uomo è addormentato e sente suonare il campanello del padrone. Sa che deve alzarsi, ma non ne ha voglia. E allora si inventa un sogno e ci mette dentro questo campanello, fornendogli un’altra motivazione — che sta sognando le campane del mattutino, per esempio. La Russia si è inventata i bolscevichi come un sogno, come una giustificazione...

La scelta di Abramo

By on Nov 9, 2020 in Letteratura

Per lungo tempo Wlodek Goldkorn si è occupato dei libri degli altri. Per nostra fortuna ora si occupa prevalentemente dei suoi. Non è facile definire i suoi lavori. Tecnicamente sono saggi resi visionari e poetici dalla tensione morale che li attraversa: Goldkorn scrive per comprendere, per dare una spiegazione a sé stesso prim’ancora che al lettore. Purtroppo all’oggetto della sua riflessione è impossibile dare risposta: perché il paese più evoluto d’Europa ha generato la Shoah? perché l’ebreo è il bersaglio preferito di chi ha bisogno di odiare? perché la modernità è il detonatore dell’antisemitismo? come possiamo tutelare la memoria di ciò che è stato affinchè non si ripeta mai più? Le tesi che sostiene, le parole che sceglie – miracolo di una lingua appresa in età adulta – sono il risultato di chi di fronte all’assurdità del male assoluto non rinuncia al dovere della distinzione:...

Il caso e la necessità

By on Giu 7, 2020 in Letteratura

La scrittura è un mestiere peggio delle armi, non conosce soste né tregue. La scrittura come malattia e inutile cura della malattia: chi scrive per bisogno lo farà a qualunque prezzo. Proust si è letteralmente ammazzato vergando nel chiuso della sua camera da letto le minute striscioline di carta (“les paperoles”) che Céleste Albaret, la governante divenuta a sua volta scrittrice, incollava diligentemente sugli infiniti fogli di carta che diedero forma alla Recherche. Forse qualcuno pensa che per Kafka, stimato impiegato delle assicurazioni boeme, e per Joyce, squattrinato bevitore in esilio, o per l’arci-borghese Mann la scrittura non fosse una forma di inemendabile necessità? E per restare in ambiente domestico, forse che Fenoglio, corrispondente commerciale di una casa vinicola, Pavese e Calvino avrebbero potuto dedicarsi a qualcos’altro che non fosse la scrittura? Chi scrive...

Il mestiere di leggere

By on Mag 24, 2020 in Letteratura

Tra le tante citazioni citabili di Philip Roth, Paolo Di Paolo su Rep del 21 maggio ci propone questa: “La gente non legge pensando all’arte: legge pensando alle persone”. Magistrale e, con buona pace di chi non sapendo scrivere fa il critico letterario, definitiva. Come si trasforma un personaggio in persona, ad esempio Nathan Zuckerman, questo Roth si guarda bene dello spiegarlo: d’altra parte lui fa lo scrittore mica il critico. Del resto in casi come questo le spiegazioni “tecniche” – ammesso che vi siano – sarebbero del tutto inutili; consideriamo il personaggio “persona” nel momento stesso in cui avviene la sospensione dell’incredulità, e iniziamo a nutrire per il personaggio divenuto persona sentimenti di avversione o empatia, affetto o disgusto. E questo può avvenire dopo cinque righe come dopo cinque pagine, piuttosto che mai. Quando Swann, Huckleberry...