La tua irrequietudine mi fa pensare agli uccelli di passo che urtano ai fari nelle sere tempestose: è una tempesta anche la tua dolcezza, turbina e non appare, e i suoi riposi sono anche più rari. Non so come stremata tu resisti in questo lago d’indifferenza ch’è il tuo cuore; forse ti salva un amuleto che tu tieni vicino alla matita delle labbra, al piumino, alla lima: un topo bianco, d’avorio; e così esisti!” “Dora Markus” è considerata una vetta della produzione di Montale. La scrisse nel ’28 per una giovane donna sconosciuta. Avevo tredici o quattordici anni quando l’incontrai. Naturalmente non capii nulla se non che l’irrequietudine, male di cui già da allora soffrivo, poteva avere una sua eleganza, quel certo non so che. Crescendo due o tre cose penso di averle comprese, ma la cosa che allora come oggi continua a sorprendermi e darmi piacere è il topo bianco,...