Lèggere

By on Giu 2, 2026 in Letteratura

Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei. Con buona pace del grande Brillat-Savarin, a fare l’uomo è il profilo letterario non quello alimentare. Me ne dà conferma “La Repubblica delle lettere”, raccolta di saggi di quel meraviglioso saggista che è Marc Fumaroli dove si ricostruisce la storia della comunità ideale nata nell’età dell’Umanesimo e diffusa in Europa tra Sei e Settecento. (Ne riparleremo in un’altra madeleine). La cosa non vi convince? Eppure è semplice: mentre è possibile condividere con un neonazista (beninteso a debita distanza) la passione per i Weisswurst e la birra affumicata, la stessa cosa non potrà mai accadere con il “Main Kampf”, libretto malvagio quanto modesto. Dimmi cosa leggi, ammesso che tu legga. Se non leggi sappi che è infinitamente meglio il non lettore totale che un seguace di Fabio Volo. Al primo forse accadrà la fortuna di un incontro tardivo quanto...

Cos’è la poesia?

By on Mag 6, 2026 in Arte, Letteratura

Se mi chiedessero cos’è la poesia forse risponderei come Agostino (“Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga non lo so”). Qualcuno obietterà che sono quesiti da perdigiorno; eppure non riesco a togliermi dalla testa l’idea che la poesia abbia a che fare con la vita di tutti i giorni. Non necessariamente eroica, anzi, e neppure tragica: l’esistenza priva di note a margine di noi fortunati, quelli che vivono senza dover schivare una bomba, correre in un rifugio, combattere per una tanica d’acqua e un filone di pane. Trovo aiuto in Iosif Aleksandrovič Brodski, un poeta che scrive in russo e poi si auto-traduce in inglese. Per lui la poesia “…purifica la lingua, fa moltissime cose. È uno straordinario acceleratore mentale, tanto per cominciare. Sintetizza una gran quantità di materiale, una gran quantità di materiale...

Voi che vivete sicuri

By on Mar 22, 2026 in Letteratura

Non solo non avevo letto nulla di Herta Muller, ero anche certo che non avrei letto nulla in futuro. Diciamo che ne stavo alla larga per via di solidi pregiudizi. Ad esempio, quando la fascetta che circonda il libro come un placido sindaco di paese annuncia la vittoria di un premio, o quando l’autore è ritratto in guisa di santino laico sofferente. La Muller riusciva nella duplice impresa: la fascetta annunciava garrula la vittoria che i vecchioni di Stoccolma attribuiscono compulsando il manuale Cencelli (chi sarà il premiato quest’anno? uno sconosciuto abitante del terzo mondo, una rappresentante del diarismo femminile, un testimone del pianeta “esuli e vittime”?) e le immagini d’archivio mostravano con preoccupante continuità il sembiante della depressione. Ora io non ho nulla di personale nei confronti delle patologie depressive, né tantomeno dei depressi; mi limito a evitare le...

Qui a Mosca noi facciamo così

By on Feb 18, 2026 in Letteratura

Sono sempre stato alla larga da Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič. Non tanto e non solo per la diffidenza che il Nobel mi ispira. Non sapevo quasi nulla di lei, se non che le sue inchieste giornalistiche avessero toccato il nervo scopertissimo di Aljaksandr Ryhoravič Lukašėnka, più noto come Lukašenko, l’uomo che dal 1994 regge con mani di pietra le sorti post-sovietiche della Bielorussia. Sono un’anima vile. Dopo l’immersione nelle cime abissali di “Vita e destino” di Vasilij Grossman avevo deciso che bastava così e che della Aleksievič potevo fare a meno. (Un inatteso sostegno alla mia tesi giunge da Vladimir Nabokov. Nelle “Lezioni di letteratura” tra le molte altre cose il più grande scrittore russo in lingua inglese afferma: “Non dovremmo mai dimenticare che l’opera d’arte è sempre la creazione di un mondo nuovo, e che la prima cosa da fare sarebbe studiare quel...