Viandante

By on Mar 23, 2014 in news

Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione,
non può non sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante.

Grazie zia

By on Feb 18, 2020 in Contemporaneità

L’antisemitismo, il più grande mistero dell’umanità. Non serve leggere l’opinione del Tale né compulsare il Talaltro. Men che meno spaccarsi la testa sulle riflessioni (il più delle volte) squisite di questo o quel rabbino. Anche rivolgersi a Sigmund, che pure l’ha patito, è inutile. La sola spiegazione plausibile è che gli antisemiti hanno bisogno degli ebrei come i tossici dell’eroina. Con la differenza che i tossici pdi eroina crepano mentre gli antisemiti di antisemitismo ingrassano. Se ne conclude che se gli ebrei non esistessero bisognerebbe inventarli: perfetta valvola di sfogo sperimentata in duemila anni di attività. Quello che invece è un banale luogo comune è che l’antisemitismo sia generato dalla miseria morale e materiale. Falso. Certo, non che povertà e ignoranza non abbiano la loro quota di responsabilità; il leggendario successo che riscuotevano i pogrom nella Russia...

Paolo Sarpi

By on Feb 8, 2020 in Contemporaneità

Via Paolo Sarpi non è, come raccontano i giornali, deserta. Ma più vuota del solito sì. È la strada principale della chinatown milanese, quartiere che oggi Giuseppe Sala, il capace sindaco della città, è venuto a visitare. C’è una gara in corso e non si sa chi vincerà. Competono il modello autoritario del Governo cinese e l’imbecillità popolare. Il primo ha dato modo alla malattia di espandersi con agio negandone l’esistenza per quasi un mese; la seconda spargendo ansia e odio indifferenziato. Purtroppo, se contro il totalitarismo confuciano basta avere un po’ di pazienza nell’attesa che si spiaccichi come un caco maturo, contro la cretinite del popolo bue non c’è speranza. Nemico storico della prosperità e del progresso, il popolo bue non l’abbatte nessuno. Neppure un virus intelligente....

Questa è l’America

By on Feb 7, 2020 in Contemporaneità

Seguo Francesco Costa dall’elezione precedente. Una newsletter settimanale sulle primarie americane (inevitabilmente chiamata “da Costa a Costa”, sic transit gloria mundi) che è poi gemmata in podcast e altri cazzabubboli digitali. Una newsletter documentata, precisa, ricca di spunti, informazioni e stimoli curiosi, preziosi e accuratissimi: lui, nel senso di Francesco, trascorre davvero mesi sul campo nel senso degli Usa, finanziato nell’ordine da sé stesso dal suo giornale (ilPost.it) e infine dai suoi lettori. Naturalmente, neppure il documentatissimo Francesco Costa ci ha capito una cippa dell’elezione precedente, quella che ha dato la vittoria a Carotone. Anche lui, come tutti, pensava la spuntasse quella perfettina della Hillary, in arte Clinton. Ma a differenza di molti, diciamo di quasi tutti, Costa ha riconosciuto l’errore e da secchione qual è l’ha trasformato in profitto. È...

È nera

By on Gen 30, 2020 in Comunicazione

Con la parola “creatività” si finisce spesso col far confusione. Ad esempio la si attribuisce a contesti come la pubblicità che invece hanno assai poco a che fare con la facoltà creativa in senso stretto. Secondo la Treccani, creatività significa “virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia”. La pubblicità, in modo particolare le forme più coinvolgenti e convincenti, non crea nulla: né con l’intelletto e neppure con la fantasia.  La pubblicità imita. Annusa l’aria, identifica e poi sceglie una pista. L’interpreta e la cavalca, a volte con spudorata intelligenza, assai più spesso con morbosa banalità formale. Diciamo quasi sempre. La pubblicità, come la buona vecchia DC che ormai solo gli anziani ricordano, non vorrebbe a priori scontentare nessuno; il suo sogno è piacere a tutti, donne, uomini, bambini, adolescenti, anche se l’oggetto del narrare è una colla...