Viandante

By on Mar 23, 2014 in news

Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione,
non può non sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante.

EBREO. Figlio di Israele. Gli ebrei sono tutti quanti venditori di lorgnettes

By on Mar 6, 2026 in Contemporaneità

EBREO. Figlio di Israele. Gli ebrei sono tutti quanti venditori di lorgnettes (Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni) “Il 14% degli italiani concorda con l’ipotesi di espellere gli ebrei dall’Italia”. Questa notizia è contenuta nel rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia, indagine prodotta dall’Osservatorio antisemitismo della Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea (https://www.cdec.it/). La notizia non l’ho letta su un giornale, cartaceo o digitale che fosse, per la semplice ragione che i giornali non ne hanno parlato affatto, oppure l’hanno confinata in un trafiletto nelle pagine interne La riscrivo così sono certo di averla compresa bene: “Il 14% degli italiani concorda con l’ipotesi di espellere gli ebrei dall’Italia”. Purtroppo il report prodotto dall’Osservatorio non indica di quali italiani si tratti: età, scolarità, professione, regione e luogo di...

Ebrei senza saperlo

By on Feb 27, 2026 in Contemporaneità

Immaginate cosa accadrebbe se un medico leggendo il referto dei vostri esami vi dicesse con noncuranza che la malattia di cui siete affetto è tipica degli askenaziti, gli ebrei dell’Europa centro settentrionale che parlavano lo Yiddish, lingua discendente dall’alto tedesco medio, arricchito di elementi lessicali ebraici, slavi e neolatini. Immaginate i pensieri che da quel momento in poi inizierebbero a passarvi per la testa e la quantità di domande che una scoperta del genere darebbe origine. È quello che racconta Lucetta Scaraffia nel libro “Ebrei senza saperlo” (Cortina). Un caso limite il suo. Se sono molti gli ebrei divenuti consapevoli di esserlo grazie allo sguardo altrui – è il caso di Jean Amery e di Primo Levi – la scoperta che un proprio progenitore ha scelto (o è stato costretto a scegliere) di convertirsi abbandonando la religione dei padri è invece piuttosto rara. Diciamo...

Qui a Mosca noi facciamo così

By on Feb 18, 2026 in Letteratura

Sono sempre stato alla larga da Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič. Non tanto e non solo per la diffidenza che il Nobel mi ispira. Non sapevo quasi nulla di lei, se non che le sue inchieste giornalistiche avessero toccato il nervo scopertissimo di Aljaksandr Ryhoravič Lukašėnka, più noto come Lukašenko, l’uomo che dal 1994 regge con mani di pietra le sorti post-sovietiche della Bielorussia. Sono un’anima vile. Dopo l’immersione nelle cime abissali di “Vita e destino” di Vasilij Grossman avevo deciso che bastava così e che della Aleksievič potevo fare a meno. (Un inatteso sostegno alla mia tesi giunge da Vladimir Nabokov. Nelle “Lezioni di letteratura” tra le molte altre cose il più grande scrittore russo in lingua inglese afferma: “Non dovremmo mai dimenticare che l’opera d’arte è sempre la creazione di un mondo nuovo, e che la prima cosa da fare sarebbe studiare quel...

Il gulco gianigeva le brale

By on Feb 8, 2026 in Comunicazione

Ho scoperto Andrea Moro per caso su Rai Scuola, canale che insieme a Rai Storia giustifica il pagamento del canone. Per mia fortuna ho avuto modo di ascoltarlo prima che la telecamera inquadrasse lo chignon sul cocuzzolo del suo cranio di maschio bianco attempato; se non sei cavallaro, personal trainer o pescatore di salmoni, meglio evitare il purillo di capelli intrecciati. Tuttavia, nonostante lo chignon e una qual certa somiglianza coi Umpa-lumpa fabbricieri del signor Willy Wonka, sono bastate poche frasi per avere contezza che la famosa prima impressione può essere persino più ingannevole di un venditore di auto usate. Per farla breve, il professor Moro dice di cose molto interessanti nel modo appassionato di coloro che vivono la scienza come godimento. Gogolo “Andrea Moro”. Compare la scheda: “Andrea Carlo Moro, linguista, neuroscienziato e scrittore italiano. Accademico dei...