Viandante

By on Mar 23, 2014 in news

Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione,
non può non sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante.

Home, sweet home

By on Gen 18, 2022 in Contemporaneità

Leggo la notizia dell’udienza richiesta (e concessa) a Anders Behring Breivik, il neonazista che ha ucciso 77 persone Oslo e sull’isola di Utoya il 22 luglio 2011. Il criminale, condannato al massimo della pena in vigore in Norvegia (21 anni) trascorsi i quali teoricamente potrebbe tornare in libertà, ha chiesto la libertà vigilata. Per rafforzare l’idoneità della sua istanza si è rivolto ai giudici con il saluto nazista esibendo cartelli su cui era scritto “Fermate il vostro genocidio contro le nostre nazioni bianche” e “Guerra civile-nazista“. Anders Behring Breivik è recluso in isolamento in un carcere di massima sicurezza. Pur soggiornando in una “cella” composta da tre locali soggiorno con tv e stereo, sala lettura personale e palestra, in passato aveva chiesto un “miglioramento di queste condizioni di detenzione disumane”. Dobbiamo a...

Doppio scandalo

By on Gen 16, 2022 in Letteratura

Ho incontrato Daniel Mendelsohn leggendo una recensione. Non cito l’autore. Fa parte della compagnia di giro che se le dice e se le canta scambiandosi aggettivazioni (indimenticabile, imperdibile, il meglio degli ultimi dodici mesi) come chicchi di granturco per attirare i piccioni. Ho usato il verbo incontrare perché gli autori si incontrano quando vogliono gli dèi. Come le storie d’amore non sono previste programmazioni. E’ un’epifania, avviene solo nella virtualità discreta della pagina, mai – assolutamente mai – nei cafarnao dei festival e dei reading. Saper narrare è già un miracolo, perché mai pretendere che l’autore sappia anche commentare con intelligenza ciò che ha scritto e – iddio ne scampi e liberi – persino sappia leggere con maestria le sue pagine? Scrivere e recitare, si sa, sono due arti lontane tra loro come il tofu dal gorgonzola. L’autore le cui pagine ci...

Lato B

By on Gen 12, 2022 in Contemporaneità

Alle 9,40 nella stazione della metropolitana lilla ai tornelli d’ingresso ci sono solo tre viaggiatori. Noi due e un giovanotto dall’aria vagamente nordafricana interrogato da due robusti poliziotti. Mi pare gli stiano chiedendo i documenti, ma non ne sono certo. Due giovani e altrettanto robusti dipendenti dell’ATM controllano i Green-pass. Sono lenti e imbarazzati per via dello smart phone in dotazione, a loro dire non sufficientemente veloce nella messa a fuoco. Di ritorno un paio d’ore dopo facciamo in tempo vedere la siluette dei due poliziotti. Camminano pacatamente verso l’uscita. In mezzo a loro, sottobraccio come “Pinocchio”, un ometto magrolino. (Domande retoriche: quanto costa allo Stato schierare due poliziotti in una stazione poco affollata del metrò? Quanto costa ad un’impresa impiegare due dipendenti per controllare la congruità degli accessi? Come potrebbero più...

Tutto è iniziato con un cane e un papillon

By on Gen 10, 2022 in Contemporaneità

Abbiamo bisogno delle categorie. Anche quelle banali tipo zucchero e sale fino confortano il nostro bisogno di certezze. Sin dai tempi di Noè, il santo patrono degli enologi, usare il dolce in luogo del salato può essere fonte di seccature. Mi domando se sia questa l’origine della diffidenza nei confronti del gender-fluid e penso al tentativo di Aristotele di categorizzare il mondo sensibile – sostanza, quantità, qualità, relazione, dove, quando, stare, avere, agire, patire – ovvero i modi e le forme in cui l’essere si manifesta. Le categorie ci aiutano non solo in cucina. Rivelano la loro utilità anche in narratologia, arti visive, teatrali e cinematografiche; distinguono la commedia dalla tragedia, il sublime dal farsesco, il romanzo storico dall’autobiografia, il cinema dal documentario: sicché è assai più difficile confondere l’Aida con la Marcia Reale, come amavano...