Immaginate cosa accadrebbe se un medico leggendo il referto dei vostri esami vi dicesse con noncuranza che la malattia di cui siete affetto è tipica degli askenaziti, gli ebrei dell’Europa centro settentrionale che parlavano lo Yiddish, lingua discendente dall’alto tedesco medio, arricchito di elementi lessicali ebraici, slavi e neolatini. Immaginate i pensieri che da quel momento in poi inizierebbero a passarvi per la testa e la quantità di domande che una scoperta del genere darebbe origine. È quello che racconta Lucetta Scaraffia nel libro “Ebrei senza saperlo” (Cortina). Un caso limite il suo. Se sono molti gli ebrei divenuti consapevoli di esserlo grazie allo sguardo altrui – è il caso di Jean Amery e di Primo Levi – la scoperta che un proprio progenitore ha scelto (o è stato costretto a scegliere) di convertirsi abbandonando la religione dei padri è invece piuttosto rara. Diciamo...
Viandante
Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione,non può non sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante.