Viandante

By on Mar 23, 2014 in news

Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione,
non può non sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante.

Tempo e memoria

By on Gen 20, 2018 in Contemporaneità

La notizia bella è di ieri: la nomina della signora Liliana Segre. Un gesto (un segno) di grande intelligenza politica. E poichè per un numero strabocchevole di persone la maggior parte delle quali per bene, la parola “politica” è divenuta sinonimo di pratica sconcia peggio della più lercia pornografia, sommessamente mi permetto di ricordare che il suo significato è “scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica”. La notizia bella di oggi è l’intervista che la neo senatrice ha rilasciato a “La Repubblica”, profonda e commovente. C’è la distinzione tra memoria e perdono: chi sono io per perdonare si chiede; potrei perdonare gli atti commessi contro me, prosegue. Ma ho visto ciò che hanno fatto agli altri...

Vive la différence

By on Gen 10, 2018 in Contemporaneità

Dobbiamo essere grati a Catherine Deneuve. Per le sue straordinarie interpretazioni cinematografiche (indimenticabile la sua Belle de jour di Bunuel) per e per la coraggiosa presa di posizione in tema di relazione tra maschi e femmine. Prima firmataria di un documento sottoscritto da altre cento donne ed inviato a “Le Monde”, il più prestigioso giornale d’Europa, la signora Deneuve ricorda la sostanziale differenza che corre tra uno stupro, crimine in assoluto tra i più insopportabili, e il corteggiamento; anche quando è rozzo, insistito, addirittura inelegante. Il primo è un disgustoso reato e come tale fa punito con durezza. Il secondo è semmai un attentato allo stile, una violazione delle leggi non scritte dell’arte della seduzione. Attenzione, sostiene la Deneuve, non gettiamo l’acqua sporca con il bambino. Non rinserriamoci nella cappa di piombo del...

Aspettando che spiova

By on Gen 4, 2018 in Contemporaneità

Circola un’affermazione attribuita a Ettore Sottsass, l’architetto e designer scomparso di recente, riguardo alle responsabilità degli industriali. Li chiamava proprio così usando un termine divenuto desueto da quando i beni intangibili sono ritenuti più importanti di quelli banalmente fisici (la parola magica oggi è “imprenditore”). Sosteneva Sottsass che la responsabilità degli industriale è grande poichè corrisponde al numero dei prodotti immessi sul mercato, milioni e milioni; farli “belli” oltrechè funzionali diventava quindi un imperativo morale perchè (anche) da essi dipende la bellezza del mondo. Un ragionamento che condivido appieno: oltretutto farli “belli” piuttosto che “brutti” costa largo circa allo stesso modo. Inevitabile ripensare al mitteleuropeo Sottsass grande interprete della più bella stagione di Olivetti...

Poveri di spirito

By on Dic 7, 2017 in Contemporaneità

Quando ero piccolo mi è accaduto più volte di ascoltare il discorso della montagna tratto dal capitolo quinto del Vangelo secondo Matteo. L’espressione “poveri di spirito” accompagnata dalla sentenza che li designava beati poichè loro era il regno dei cieli, mi risultava minacciosa prima ancora che oscura. Perchè mai avrebbero dovuto considerarsi “beati” se non possedevano altro che la loro indigenza? E perchè la loro condizione miserevole era proposta quale esempio ed obiettivo? Mistero fitto che la modestia della predicazione non provava neppure a spiegare. Inevitabile allora pensare che “poveri di spirito” si riferisse a individui non eccelsamente dotati di capacità intellettuali. Nel migliore dei casi sempliciotti, nel peggiore perfetti deficienti. (Solo parecchio tempo dopo compresi che “poveri in spirito” significa persone...