Ricordate? “La fine della storia e l’ultimo uomo” uscì tre anni dopo la caduta del Muro di Berlino. L’autore, il politologo americano Francis Fukuyama, profetizzava il trionfo del capitalismo, dello stile di vita occidentale e soprattutto il diffondersi delle democrazie liberali quale forma definitiva di governo nel mondo. Come ben sappiamo, da Cassandra in poi il mestiere del profeta è tra i più rischiosi; con la non piccola differenza che mentre l’inascoltata principessa troiana aveva ragione, da Nostradamus in poi il resto del cocuzzaro ha tirato a indovinare con scarso successo. Intendiamoci, Fukuyama è uno studioso serio oltreché fortunato: nonostante le sue tesi si siano rivelate fallaci, il libro gli ha donato fama mondiale; tuttavia rifarsi all’alba del terzo millennio al “tutto ciò che è razionale è reale” (e viceversa) teorizzato dal grande Hegel...