Una risata ci seppellirà?

By on Nov 25, 2021 in Contemporaneità

“Manifesto del libero pensiero” è un libriccino scritto da Paola Mastrocola e Luca Ricolfi. La prima reazione è la stizza: capperi, dovevo scriverlo io questo pamphlet; era tanto che ci pensavo, mannaggia a me. La seconda è lo sgomento. Ma come, le censure stupidissime e infantili che gli autori elencano non accadevano in qualche lontana università della California? Ma come, le cancellazioni infami e tutto il repertorio dello sciocchezzaio nativista, terzomondista e africanista (“Torniamo alle radici”!) che il povero Harold Bloom denunciava con vigore pari solo al suo immenso coraggio ne “Il canone Occidentale”, adesso riguardano anche noi? Parrebbe che sì. Il tentativo di rimozione di tutto ciò che non garba perché ritenuto non inclusivo se non addirittura offensivo, è in atto anche Regno Unito, in Francia e in Germania. Un fantasma s’aggira per l’Europa. E’ lo spettro del...

La prevalenza del cretino

By on Nov 19, 2021 in Contemporaneità

“L’intelligenza è una categoria morale” (T. Adorno) Le ragioni profonde che inducono le aziende, anche le migliori, a comportarsi (raramente, qualche volta, spesso, molto spesso, quasi sempre: barrare la risposta preferita) in modo idiota, è un mistero assoluto che viola persino il principio di Borges: con un tempo infinito e materiali infiniti anche una scimmia potrebbe riscrivere la Commedia. Qui di seguito 4 storie di quotidiana idiozia. Le aziende sono strane? Caso 1, Carrefour Sino a ieri Carrefour a Milano ha fatto letteralmente man bassa di punti vendita rilevando spazi dalle insegne concorrenti. Non ho dati statistici in proposito, solo lo stupore percettivo di chi passeggiando per le vie della propria città vede cambiare da un giorno all’altro la toponomastica distributiva attorno a sé. Spuntavano come funghi soprattutto i Carrefour Express, punti vendita che un tempo...

Quattro domande sui “Protocolli”

By on Nov 8, 2021 in Contemporaneità

E’ giusto boicottare un paese per via delle sue scelte politiche? Quando ero giovane dalle mie parti non c’erano dubbi in proposito. Boicottare il Sudafrica per via dell’apartheid era ritenuta una scelta ovvia come respirare. Sempre dalle mie parti, anche il boicottaggio sportivo all’Argentina dei generali venne considerato alla stregua degli atti dovuti. Non giocare la finale di Coppa Davies, evitare così di legittimare il regime fascista, era la motivazione scontata come un black friday. Poi per fortuna andò che i nostri andarono, videro, vinsero e riportarono a casuccia l’unica insalatiera d’argento sottraendo a Videla & Co. la soddisfazione di esibire un trofeo più che ambito. Scrivo queste considerazioni spinto da una storia di libri. Anzi da due. La prima è la storia di Sally Rooney, trentenne scrittrice irlandese “assurta a fama mondiale con il suo secondo romanzo “Persone...

L’usura creativa

By on Ott 26, 2021 in Contemporaneità

Sostiene Bartezzaghi che essere creativi significa fare qualcosa di sostanzialmente nuovo. Resta da chiedersi cosa sia il nuovo. Fino a quando non lo si comprende, prosegue Bartezzaghi, si resta nel vago anche perché la creatività ha diversi ambiti di svolgimento. Il più basso “è il livello più vicino alle percezioni della società di massa. La creatività di un giornale, della televisione, del cinema o dei social hanno una funzione mitologica. Creano miti che si rinnovano. La moda o i media sono, in un certo senso, condannati ad essere creativi perché hanno a che fare con il “nuovo”. Impossibile non condividere le conclusioni: “Mentre la creatività tecnologica si manifesta sotto forma di innovazione, nel mondo dei media (giornalismo, televisione, intrattenimento, pubblicità) la creatività è un fattore di originalità la cui natura tende ad usurarsi”. In tal modo. conclude Bartezzaghi,...