L’idea di progresso è una fesseria, una delle tante utopie incenerite dal fuoco e dal ferro del Novecento? Pare una domanda da “Osteria del Sessantotto”, questione lontana mille miglia dalle fatiche di un quotidiano deludente al punto da ammazzare ogni ottimismo e ogni volontà da apparire lusso di chi non ha problemi contingenti. Mi pongo queste domande perché ho sempre avuto il pallino del progresso e non mi sono mai rassegnato all’idea che anche “l’idea di progresso” altro non fosse che l’ennesimo inganno della cultura occidentale vittima della razionalità tecnologico-scientifica. L’ultimo numero della rivista “MicroMega” è dedicato al progresso. Ho copia/incollato sulla mia pagina FB il prologo della direttrice Cinzia Sciuto. Tra molte altre cose afferma: “senza una categoria comparativa e orientativa come quella di progresso, su quale base potremmo mai valutare se le condizioni di...