Catalano docet

By on Set 11, 2018 in Contemporaneità

Ascolto molto volentieri gli editoriali sonori che Maurizio Molinari, il direttore de “La Stampa”, pubblica regolarmente sul sito del giornale. Sono, insieme alle opinioni calcistiche di Giovanni De Luna raffinato storico dell’età contemporanea e tifoso juventinissimo, tra i pochi contenuti di qualità ancora gratuiti. Ancora per poco temo, chè la gratuità del web sta per sparire come la fede in Babbo Natale la notte che i bimbi sorpresero il nonno depositare i doni. L’ultimo riguardava una ricerca compiuta dall’MIT in associazione con l’Università di Utrecht: robot e posti di lavoro Un tema, diciamo la verità, non proprio freschissimo; periodicamente un po’ tutte le testate, cartacee e non, intingono il biscotto come si diceva una volta cercando di offrire conforto o, a seconda del posizionamento, di apparecchiare la zuppa quotidiana di ansie, nemici e paure. Il risultato della ricerca...

Materie prime

By on Set 5, 2018 in Contemporaneità

La notizia che Antonio Cassano è stato ammesso al corso per direttore sportivo della Figc fa il paio con quella dell’ex-iena Dino Giarrusso, incaricato dal Ministero dell’Istruzione di verificare la correttezza delle procedure di selezione di professori e ricercatori universitari. Due notizie che confermano come ci avesse visto giusto trent’anni fa Arbore con la sua “Indietro tutta” sulla deriva in atto nel nostro paese. Ma mentre la prima riguarda la (remota) possibilità che una quadra di calcio possa scegliere in qualità di dirigente uno scalmanato (eufemismo) come Fantantonio, la seconda riguarda invece la formazione universitaria e la ricerca scientifica, motore di progresso economico oltreché culturale e sociale. Purtroppo, l’Italia può contare solo su 26 laureati ogni cento cittadini tra i 30 e i 34 anni; nei paesi UE peggio di noi fa solo la Romania (25,6%). Ma in fondo che...

Sul cambiamento

By on Set 1, 2018 in Contemporaneità

Sensibilità al cambiamento. Indispensabile, si dice, per l’uomo d’impresa. Più del completo giacca-cravatta-calze-blu-filo-di-scozia. Scordando che il cambiamento è come un autobus senza freni che ti viene addosso; ma tu, al contrario del pedone avveduto, spostarti non puoi. (Singolare che al solo cambiamento certo e irrevocabile – la propria fine di funzionari della specie – non ci si prepari mai; si pianificano le vacanze, il mutuo della casa, il percorso di carriera e pure il cambio dell’olio nel tagliaerba, ma al proprio fine corsa si preferisce non pensare). Insomma, il cambiamento è una tale seccatura al punto che sono sempre gli “altri” (altri chi, non si sa) che devono cambiare. Eppure lui il cambiamento è come la mosca che pensi di aver scacciato aprendo la finestra; è un’illusione e lo sai, ma ogni volta ci ricaschi e ci riprovi. In tema di cambiamento la domanda automatica e...

Lo Stato dell’arte

By on Ago 27, 2018 in Contemporaneità

Adesso che vengono giù anche i ponti (ma la wave dei crolli è iniziata da un pezzo) qual è lo stato dell’arte di saper fare le cose a regola d’arte? Ovvero il metro per distinguere il bravo artigiano (ingegnere, architetto, meccanico, falegname, maestra d’asilo, banconista al super, chirurgo, deputato, operatore ecologico, ministro, vigile del fuoco eccetera eccetera) dall’incapace, dal cazzaro, dal velleitario. Specie quest’ultima la più endemica e la più pericolosa. In quest’estate di vergogna e di dolore ho incontrato un piccolo esempio di stato dell’arte. Di cose fatte a “regola d’arte”. Un piccolo libro inutile per i più dedicato a Mario Praz, critico, storico della letteratura, saggista, esperto d’arte, collezionista e molte altre cose, abbastanza dimenticato anche se indimenticabile: grazie alle sue pagine più d’uno è cresciuto almeno d’una spanna. Un piccolo libro impaginato e...