Unfair

By on Nov 26, 2020 in Comunicazione

Di certo è un problema mio. Pur riconoscendone il talento e la genialità, non riesco a comprendere la canonizzazione di Diego Armando. Sono recidivo, a suo tempo non compresi neppure la beatificazione di Moana Pozzi, divenuta la santa protettrice della ghiandola di Bartolini. Napoli piange, il papa argentino invia una lettera alla famiglia. Nel frattempo Saviano scrive su Repubblica (ma questa non è una novità). Vaste regioni del mondo sono in lutto, l’Argentina intera è in lutto; ma il lutto è da sempre una sciagurata tradizione argentina sin dai tempi della beata Evita Peron. Amen. Faccio fatica anche a comprendere l’affermazione “Era e resta un simbolo della possibilità di riscatto per gli emarginati” del come sempre lucido Maurizio Molinari. Ma gli credo sulla parola. Nessuno come “gli emarginati” sa scegliere simboli discutibili o quantomeno assai lontani da sé; inevitabile...

United Colors of Lidl

By on Nov 20, 2020 in Comunicazione

La storia più divertente della settimana? Senza dubbio le scarpe della Lidl. Su quelle sneaker colorate come una guardia svizzera si sono buttati a pesce un po’ tutti, compresi gli altrimenti autorevoli opinionisti della più autorevole stampa nazionale. Ne hanno parlato nell’ordine sociologi, filosofi contemporanei, semiologi, esperti di comunicazione di massa. Se non mi sono perso qualcosa, il silenzio più fragoroso è quello dei markettari, a rigor di logica i più titolati. Ma in pieno disastro Covid, col Recovery Found bloccato dai dittatorelli est-europei e le regioni arancioni che diventano rosse, quelle rosse che se possibile lo diventano ancora di più, la tentazione di pucciare il biscotto nel supermercato dei poveri che s’inventa una strategia fichissima per diventare fichissimo era (evidentemente) irresistibile. Perché sì, perché più d’uno ha scritto persino che di una geniale...

Minimarket Italia: e-commerce questo sconosciuto

By on Nov 10, 2020 in Comunicazione

Il vecchio motto della Purina, multinazionale del cibo per animali – “trasforma lo stress del vitello in profitto” – calza a pennello nella stagione del Covid. Lo so, sembra facile ma sappiamo che facile non è Come per il vitello non è una passeggiata rinunciare al latte della mamma, così per noi adattarci al lockdown totale o parziale. Siamo i vitelli stressati a cui gli interpreti della distribuzione grande, media e minuta non hanno saputo dare soluzioni di profitto. Con buona pace dello stress destinato a restare disagio (per noi) e perdita di profitto per loro. Un vero disastro. Anche perché la perdita non riguarda sole le vendite (Seconda legge della mercatistica: “Una vendita persa non si recupera più”) quanto di quella cosa che si chiama reputazione. Facciamo parlare i fatti? L’on-line di Esselunga, saga, mito e leggenda dei milanesi imbruttiti, non funziona. Bollino rosso...

Domani, nel frattempo.

By on Set 15, 2020 in Comunicazione

Oggi ho acquistato il primo numero di Domani. (Sì, lo so, è un calembour della mutua; a mia attenuante diciamo che l’ha provocato la frase di Walter Siti che campeggia nella versione digitale: “Il domani non è altro che l’oggi osservato con più attenzione”). Un ben strano giornale questo primo numero di Domani che ho comprato oggi. Sulle 20 pagine dell’agile edizione cartacea firmano un numero decisamente consistente di scrittori. Oltre al già citato Siti, ci fanno compagnia Igiaba Scego, Arianna Farinelli, Gianfranco Carofiglio, Jonathan Bazzi e Daniele Mencarelli. Nonostante che la categoria ultimamente sia più svalutata di una moneta argentina, continuo a pensare che i giornali li debbano fare i giornalisti non gli scrittori. Che gli editoriali sulla crisi degli Stati Uniti, vera o supposta che sia, li debbano redigere opinionisti che il ruolo se lo sono conquistato sul campo e nel...