Il gulco gianigeva le brale

By on Feb 8, 2026 in Comunicazione

Ho scoperto Andrea Moro per caso su Rai Scuola, canale che insieme a Rai Storia giustifica il pagamento del canone. Per mia fortuna ho avuto modo di ascoltarlo prima che la telecamera inquadrasse lo chignon sul cocuzzolo del suo cranio di maschio bianco attempato; se non sei cavallaro, personal trainer o pescatore di salmoni, meglio evitare il purillo di capelli intrecciati. Tuttavia, nonostante lo chignon e una qual certa somiglianza coi Umpa-lumpa fabbricieri del signor Willy Wonka, sono bastate poche frasi per avere contezza che la famosa prima impressione può essere persino più ingannevole di un venditore di auto usate. Per farla breve, il professor Moro dice di cose molto interessanti nel modo appassionato di coloro che vivono la scienza come godimento. Gogolo “Andrea Moro”. Compare la scheda: “Andrea Carlo Moro, linguista, neuroscienziato e scrittore italiano. Accademico dei...

Utopie

By on Dic 18, 2025 in Comunicazione

Della “Comunicazione non distorta” di Habermas il web mi dà questa definizione: “agire comunicativo ideale, un’interazione linguistica orientata all’intesa reciproca, libera da coercizione, potere e interessi strategici, basata su pretese di validità (verità, giustezza, sincerità, comprensibilità) che i partecipanti si impegnano a giustificare razionalmente, realizzando così l’emancipazione e l’autonomia individuale e sociale attraverso il consenso razionale”. Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo assistito a un dibattito improntato a questo criterio? Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo ascoltato Cacciari, Agamben, Canfora, Barbero, Rovelli produrre un’interazione linguistica orientata all’intesa...

Quelli che

By on Nov 6, 2025 in Comunicazione, Contemporaneità

Adesso è nuovamente il numero uno e la gazzarra pare chetata. Poi, quando per via dell’astrusa aritmetica dell’ATP riperderà la primazia, le penne più acuminate della melonera riprenderanno la tarantella su Sinner, l’italiano reticente. Diciamo che dipende anche dallo stock di notizie notiziabili disponibili (com’era le chiamavano le P.R. milanesi una decina di anni fa). Stiamo parlando di Cazzullo, Vespa, Augias, mica pizza e fichi. Tutta gente che pur non sapendo una beata minchia di tennis sdottora, commenta, giudica, condanna: non gioca la Davis, non è italiano, non è patriota, non paga le tasse (in Italia). La cosa sarebbe tutto sommato insignificante. Sparano cazzate su Sinner? Basta non leggerli, non ascoltarli, cambiare canale. Proprio come si fa quando sullo schermo appare Cacciari, quando a Barbero vengono poste questioni che esulano il Medioevo, quando Fazio – restando...

La ciliegia che ha cambiato nome

By on Lug 25, 2025 in Comunicazione

La campagna “la ciliegia più buona ha il nome di una mela” risale al luglio del 2019. Devo essermela persa. L’ho scoperta solo pochi giorni fa in giro per Milano, la città che è diventato di moda detestare. È una pubblicità semplice e diretta. Afferma che la ciliegia più buona si chiama Melinda. Lo fa con un claim e un big visual, come si dice un pubblicitariese, che più esplicito non si potrebbe. In fondo nulla di strano dal punto di vista squisitamente retorico: si attua un corto circuito che forzando il significato del significante “mela” crea un nuovo orizzonte di possibilità. E infatti oltre alle ciliegie “melinizzate” da Melinda, c’è posto pure per fragole e frutti di bosco. Grazie a questa torsione concettuale Melinda – da nome proprio di mela di origine certificata – diventa brand ombrello garante di tutti gli altri prodotti coltivati nelle valli del Consorzio. Un...