Il grande equivoco

By on Gen 27, 2026 in Contemporaneità

 

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Finalmente l’abbiamo capito. La Giornata della Memoria non riguarda le persone di cultura o religione ebraica: riguarda noi. Loro, gli ebrei, la memoria della Shoah l’hanno stampata sulla pelle. Nessuno, sottolineo: nessuno, degli ebrei che ho conosciuto e con cui ho stretto amicizia è scampato alla lotteria della storia. Ognuno di loro ha avuto almeno un parente distrutto nel fuoco del Moloch nazista.

La Giornata della Memoria è per noi. I “gentili” di nome ma non di fatto che ovunque nella civilissima Europa hanno attivamente contribuito a far funzionare la macchina della caccia all’ebreo; noi che nel migliore dei casi ci siamo limitati – come ricorda la signora Segre – a girare la faccia dell’altra parte. Senza il nostro contributo (attivo e passivo) la macchina dello sterminio non avrebbe potuto funzionare con la perfezione di cui ha dato prova. (Resta da chiedersi se sia più colpevole Eichmann, ineffabile cervello organizzativo delle deportazioni, o la giovane donna romana ritratta nell’atto di appendere con solerte soddisfazione il cartello “negozio ariano”).

Nel frattempo, mentre consumiamo questo ennesimo 27 gennaio impegnati a scansare gli sputi e la monnezza di chi vorrebbe trasformare Gaza in un franchising di Auschwitz, cerchiamo di volere bene ai vivi. Ai morti ci pensano gli dèi