Spirito dei tempi

By on Feb 22, 2019 in Contemporaneità

Trovo l’affermazione “non faccio il sovranista, è lo spirito dei tempi” pronunciata da Carlo Freccero, il dominus di RaiDue, straordinaria nella sua pacata temerarietà. Per capirci, l’equivalente di chi al seguito di Tamerlano avesse affermato “non faccio collezione di teste mozze, seguo lo spirito dei tempi, o in epoca romana “non crocifiggo gladiatori rivoltosi, è lo spirito dei tempi”. Si sa che lo “spirito del tempo”, da non confondersi con gli alcolici alla moda, è la giustificazione ideale per coprire le proprie nefandezze (“Caio, Bruto, che fate col coltello in mano? Tranqui Cesare, è lo spirito del tempo…”) ma a tutto c’è un limite. Sarebbe bello se in luogo dell’innocuo Tapiro d’Oro si istituisse la “Grande Tolla”, l’effige di un volto di scultorea fattezza modellato nella cacca, il materiale che con buona probabilità meglio esprime lo spirito dei nostri...

Il giallo sopra Parigi

By on Feb 17, 2019 in Contemporaneità

La vicenda di cui è stato vittima il filosofo Alain Finkielkraut, voce erudita del neo-conservatorismo lepenista francese, potrebbe essere tranquillamente infilata nella cartella “eventi surreali” o, nel dubbio, “paradossi epistemologici”. Purtroppo per lui e tutti noi, Finkielkraut è di origine ebraica, venuto al mondo grazie al fatto che i suoi genitori riuscirono a sopravvivere alla deportazione ad Auschwitz. L’elemento surreale, o se preferite il paradosso epistemologico, consiste nel fatto che gli aggressori l’hanno apostrofato con i classici insulti della vulgata nazista, quelli che – non so se in modo più ipocrita o vergognoso – i telegiornali amano definire “antisemiti”. La cosa divertente per chi ama il situazionismo surrealista, tempestivo intervento della polizia francese a parte, è che gli aggressori appartengono al movimento così detto dei “Gilet gialli” nei...

L’umanità in tempi bui

By on Feb 15, 2019 in Filosofia

Raffaello Cortina molto tempestivamente ripubblica “L’umanità in tempi bui. Riflessioni su Lessing” di Hannah Arendt. Si tratta della prolusione tenuta dalla filosofa nel 1959 ad Amburgo in occasione del conferimento del “Premio Lessing”. Tema centrale della sua riflessione è come l’idea di umanità e di umanesimo tipica dell’Illuminismo possa avere ancora ragion d’essere dopo i “tempi bui” dei totalitarismi, della guerra, della Shoah. Cosa è mutato dall’ottimismo positivo di Lessing nel “Nathan il saggio”, dramma scritto nel 1779 che narra il modo in cui il saggio mercante ebreo Nathan, l’illuminato sultano Saladino e un inizialmente anonimo templare riescono a colmare il loro divario tra ebraismo, islam e cristianesimo; quanto resta dell’idea centrale in Lessing che l’amicizia sia la più alta manifestazione di umanità dopo gli anni di ferro e del fuoco? E di conseguenza, è...

Qualcuno deve pur tornare in copertura

By on Feb 14, 2019 in Contemporaneità

Corroborante lettura su Repubblica. Un editoriale di Federico Rampini mi ha dato da pensare. Dice che Trump è il primo che si sia accorto dell’aggressività imperiale della Cina. Imperiale e quindi strategica. Fatto che era stato (sorprendentemente) sottovalutato dalle amministrazioni precedenti. “Aggressività imperiale” significa confronto sistemico a livello economico, politico, culturale, militare. Con l’antagonista USA e con il resto del mondo. Uno scontro di civiltà (stavolta è proprio il caso di chiamare le cose con il loro nome) tra la concezione occidentale di democrazia e il nuovo dispotismo asiatico. Uno scontro sulle regole, e non solo su quelle che tutelano la libera concorrenza e i copyright. Evidenza riconosciuta a livello bi-partisan, quindi anche dall’opposizione democratica e dagli specialisti di politica estera di orientamento liberal; restano invece totalmente...

Una modesta proposta

By on Feb 9, 2019 in Contemporaneità

Poiché mi voglio abbastanza bene, vi risparmierò l’aforisma sulla storia che si ripete sempre due volte, che poi nel caso nostro potrebbero essere anche tre o quattro: non essendo un popolo che fa le rivoluzioni, tendiamo istintivamente alle ripetizioni che come tutti sanno è assai meno faticoso. Evitiamo quindi confronti con il passato prossimo, vicende come quella avvenuta nella tarda primavera del ‘40 quando attaccammo coraggiosamente la Francia sulle Alpi Occidentali cogliendola di sorpresa anche se, raccontano le cronache, non del tutto impreparata. Il passato è passato. Concentriamo sull’oggi. Sulle opportunità intendo. Da cogliere come si coglie lo spirito del tempo. E il nostro tempo – non essendo un popolo che ama le rivoluzioni – non può che essere una ripetizione, meglio: una riedizione, della nostra idea di sovranità. Che senso ha polemizzare sui gilet gialli, quindi. Tra...