Il guardiano della luce

By on Nov 18, 2018 in Contemporaneità

“L’ultima lezione” di Zygmunt Bauman tenuta a Prato il 3 novembre 2016 a meno di tre mesi dalla morte, è divenuta un libro doppiamente prezioso grazie all’illuminante prefazione di Wlodek Goldkorn sul ruolo dell’intellettuale pubblico. Contrariamente ad altri lavori di Bauman, siamo di fronte ad un testo di semplice e immediata comprensione, il punto d’arrivo del lavoro di tutta una vita. Semplice non significa necessariamente facile, e probabilmente non lo significa mai; uso quest’aggettivo ambiguo perché ho l’impressione che nella sua ultima lezione il grande sociologo europeo riesca nel miracolo di distillare la complessità come l’alambicco le vinacce da grappa; sono pagine leggere e dense a un tempo, una sorta di testamento spirituale sul Novecento e sull’originalità dei suoi disastri, primo fra tutti la Shoah, il secolo delle guerre, delle migrazioni, della fine delle...

Diventeremo mai adulti?

By on Nov 6, 2018 in Contemporaneità

Fateci caso, qual è la notizia del giorno? Il pericolo che corre la pakistana Asia Bibi e la sua famiglia, il dramma dell’imbecillità in Sicilia, oppure la distruzione dei boschi delle Dolomiti? Sbagliato. La notizia del giorno (o meglio: la foto-notizia) riguarda gli affari personali Salvini-Isoardi. Non mi sorprendono le paginate sui giornali – i quotidiani sono abilissimi nel rendersi ulteriormente marginali dando spazio a notizie insignificanti che irritano i lettori veri e non attraggono chi in ogni caso non compra i giornali – quanto il diluvio dei post su FB, spazio nel quale esercito un’attenta selezione. Niente da fare, “amici” di diversa età ed esperienza, cascano tutti nel trappolone che pure avremmo dovuto riconoscere (e quindi evitare). L’abbiamo fatto tutti i giorni per vent’anni con il Cav Banana, postando ogni suoi vezzo, ogni suo vizio, ogni sua caduta di stile....

Il mestiere delle arti

By on Nov 5, 2018 in Arte

Cosa deve fare un artista contemporaneo? O meglio, cosa non può o non dovrebbe fare? L’opinione di Hito Steyerl, artista visiva che indaga sul rapporto tra la tecnologia e i media è particolarmente interessante, anche in ragione del fatto che la rivista Art Review ritiene sia la donna più influente nel mondo dell’arte. Secondo Hito Steyerl il ruolo dell’artista non può non essere politico; di conseguenza ritiene ci sia una totale assenza di etica in chi si pone al servizio di regimi autoritari. L’accusa è rivolta agli artisti e agli architetti – Hito Steyerl non si fa scrupolo di citare nomi e cognomi – che progettano musei o più in generale contribuiscono con la loro opera a legittimare regimi oppressivi se non addirittura sanguinari. La tesi di Hito Steyerl porta alle estreme conseguenze (politiche) il postulato che attribuisce all’arte il compito di scuotere le coscienze...

All’armi siam cazzari

By on Ott 31, 2018 in Contemporaneità

Provo un sentimento di mite gratitudine nei confronti dei vari Toninelli, Castelli, Lezzi e Casalino, sì anche lui. L’inettitudine, l’ignoranza, l’incapacità di cui danno quotidianamente prova, sono un buon aiuto per la comprensione del passato. Penso al ventennio fascista, alla vita in un regime la cui quintessenza era la prosopopea, il provincialismo, l’assenza di senso del ridicolo. (Magistrali esempi si trovano nei mai sufficientemente lodati cinefilm Luce: arditi e ardenti gerarchi in orbace con tanto di pancetta si esibiscono in esilaranti prove ginniche; documenti che sarebbe di qualche utilità far circolare nelle scuole di ogni ordine e grado). Troppo facile citare Marx (“La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa”). Facile e sbagliato: quella dei 5Stelle, i cazzari della porta accanto più maldestri del gatto Silvestro, non è una...

Opplà!

By on Ott 29, 2018 in Contemporaneità

Il giorno dopo la vittoria di Jair Bolsonaro, il nuovo Presidente del Brasile che preferisce un figlio morto piuttosto che gay, leggo che le opinioni di Noam Chomsky riguardo Chàvez e il Venezuela sono cambiate. Lo ha dichiarato nell’ultimo libro pubblicato in Italia (“Venti di protesta”) affermando che il Venezuela è un disastro con risvolti tragici. (La colpa? Inutile chiederlo, per Chomsky come sempre è del “capitalismo”). Il linguista, il filosofo, il pensatore multidisciplinare, il politologo Chomsky “è la persona vivente che può vantare il più elevato numero di citazioni nelle pubblicazioni di tutto il mondo. Ha scritto più di settanta libri e oltre un migliaio di articoli, spaziando dalla linguistica alla filosofia, dalla politica alla scienza cognitiva alla psicologia. E’ stato nominato professore associato al Massachusset Institute of Technology all’età di 29 anni ed ordinario...