Misogino lo dici a tua sorella

By on Mag 13, 2024 in Comunicazione

Il prodotto più difficile? La politica. Mica la carta igienica o l’adesivo per dentiere, che al confronto son robetta per stagisti neanche tanto svegli. La politica o meglio i politici, che la metà degli aventi diritto si rifiuta di votare; la politica e i politici, che una quantità strabocchevole di italiani guarda con disprezzo; la politica e i politici, che sempre più italiani considerano tutti eguali e tutti egualmente nefasti. Insomma, avere a che fare con uno shampoo antiforfora che come tutti gli shampoo antiforfora si guarda bene dal levarvi la forfora, o con una mutanda assorbente per adulti incontinenti, è una passeggiata di salute al confronto. Ma nonostante tutto a ogni giro i pubblicitari ci ricascano. Per amore o per denaro, per narcisismo o per ricatti inenarrabili che per l’appunto si guardano bene da narrare, prestano il loro mestiere al “Vota Antonio!” di turno....

Chi lo getta via non è figlio di Maria

By on Mag 6, 2024 in Comunicazione

Michele Serra, rispondendo al mio commento sulle patatine sacrileghe, confessava di non ricordare i brand delle pubblicità. Le storie sì, ma non i nomi dei prodotti. Accade a sacco di persone ed è l’ur-cruccio dei pubblicitari. Nonostante tutti gli strumenti di indagine di cui dispongono (pre, post e pure durante) misurare a priori l’efficacia di un piano media è praticamente impossibile. Così ci si rassegna al fatto che una quota consistente dell’investimento (un terzo, metà, due terzi?) finirà nel cesso e non sapremo mai quale; come se una buona metà della folla in piazza San Pietro all’ora della benedizione papale fosse composta da pastafariani o da gente capitata lì per caso. Pensavo a tutt’altro, forse all’anca di Sinner che mi ricorda Giacobbe alle prese con l’angelo o forse distratto da Madeleine che strapazza la bottiglia vuota della Ferrarelle, quando sullo schermo compaiono...

Impara l’arte

By on Mar 23, 2024 in Comunicazione

Una breve considerazione sul (maledetto) mestiere della comunicazione. Per giorni, settimane, mesi, il mondo dei media si è vivacemente occupato della signora Catherine Elizabeth Middleton. Per giorni, settimane, mesi, sono state pubblicate non-notizie sotto forma di ipotesi, inferenze, congetture, supposizioni oscillanti tra un livello minimo di volgarità (è gravemente malata ma non ce lo vogliono dire) e uno massimo (è scappata con un amante). Ieri Catherine Elizabeth Middleton ci ha informato riguardo la sua salute. Ponendo (forse) fine al sabba di ipotesi, inferenze, congetture, supposizioni. Dopo 50 milioni di visualizzazione della foto malamente taroccata con photoshop, il mondo dei media saprà occuparsi d’altro? Nel frattempo, mentre i giornali agonizzano spiaggiati sulle sponde di edicole chiuse, gli editori dichiarano vendite digitali alle quali non crederebbe neppure l’Orso...

Un giorno qualcuno ti chiederà

By on Feb 27, 2024 in Comunicazione, Contemporaneità, Scienze

Preambolo Così, un giorno qualunque – giusto nel momento in cui l’esaurirsi del dentifricio ci sorprende con lo spazzolino in mano – scopriamo che un numero incredibilmente grande di persone è convinta che la Terra sia piatta; e un numero ancora più grande che l’uomo non abbia mai posato piede sulla Luna. Disgrazie tutto sommato tollerabili come le piccole bugie degli anziani, se non fosse che fanno naturale corona alla più disgustosa diceria dell’untore: la Shoah come opera d’invenzione delle perfide menti ebraiche. Perché ciò accada resta un mistero. Forse perché la scienza è incomprensibile? La scienza genera angoscia E’ accaduto nel Seicento, secolo “scientifico” quanto mai. E poi ancora a cavallo tra Settecento e Ottocento, con l’esplosione incontrollabile di complottismi e manie di persecuzione. (Ne parla in modo memorabile I. Berlin nel suo “Le radici del Romanticismo”; ho...