Due o tre cose che so di lei (1)

By on Mar 14, 2020 in Contemporaneità

È stato e continua ad essere il banco di prova più difficile. Parlare in modo sensato di qualcosa di cui chiunque sa davvero molto poco, è un’impresa catastrofica. Tuttavia se io, voi e un qualsiasi altro sensato cittadino ha il dovere di starsene zitto, chi governa (dal latino gŭbĕrnare, dal greco κυβερνάω “reggere il timone”) ha invece il dovere di informare e in qualche modo indirizzare. “Comunicare” in modo onesto ed efficace è uno mestiere complicato. Il solo però che tutti – dalla portinaia al signor Amministratore Delicato – si sentano capaci di fare. (Purtroppo, come insegna De Andrè in “Bocca di rosa”, per fare il mestiere ci vuole anche un po’ di vocazione e come ben sappiamo la vocazione è come il coraggio di Don Abbondio). Tralascio di citare gli esempi catastrofici, menzogneri e anche quelli più banalmente ciarlataneschi: le varie chat li stanno distribuendo a nastro e,...

Una festa

By on Mar 5, 2020 in Contemporaneità

Certo, domenica scorsa avranno pensato che fosse tutto finito. L’ho pensato anch’io recandomi senza troppo pensarci all’Ikea. Dovevo sostituire un gancio, uno di quelli con la coda e le zampe che si attaccano al muro. C’era il mondo all’Ikea, il mondo placido e tranquillo di chi passeggia nei corridoi artificiali senza fretta e senza (apparente) meta. Mentre io le avevo entrambe, la fretta e la meta. Ma non sono (non siamo) tutti così imbecilli a Milano. Semplicemente non avevamo compreso che le strade vuote di Wuhan, risultato di un coprifuoco militare imposto ad una città di 11 milioni di abitanti, non era (solo) il frutto del dispotismo asiatico, ma una necessità. La malattia, questo genere di malattia, si affronta così. Chi appartiene alla mia generazione ricorda la crisi petrolifera del ’73, la fine dell’innocenza e gli anni di piombo che seguirono. C’era incredulità e stupore in...

E le stelle stanno a guardare

By on Mar 3, 2020 in Contemporaneità

Ci sono tre principali gruppi di uomini: selvaggi, barbari inciviliti, europei. (Friedrich Nietzsche)

Il nostro dovere

By on Feb 29, 2020 in Contemporaneità

“Il nostro dovere è curare più persone possibile nel modo migliore possibile. È un impegno eccezionale e non sappiamo quanto durerà questa epidemia. La gente deve sapere però che il nostro sforzo durerà fino a quando sarà necessario. Vedere spegnersi Mattia * sarebbe un incubo. Ma cedere al protagonismo e dimenticare di remare tutti in silenzio e nella stessa direzione, sarebbe peggio. La sconfitta risulterebbe collettiva e irreparabile: lo spettro della pandemia dilagherebbe nel disastro del pandemonio”. (Raffele Bruno, direttore del reparto di malattie infettive del policlinico San Matteo di Pavia. Fonte: Repubblica on-line) *Mattia è il paziente 1, giovane uomo, sano e...