“la bussola va impazzita all’avventura / e il calcolo dei dadi più non torna”

By on Mag 2, 2020 in Contemporaneità

Non ci siamo ancora iscritti al PPD, Partito Panificatori Domestici, per la buona ragione che la panificatrice è la Paola Maria, un’anarco-individualista che farebbe volentieri suo il motto “due ebrei, tre opinioni” se non fosse che le pare un poco inflazionato. Il tema del pane e dell’arte della panificazione domestica continua ad essere centrale nella vita degli italiani. Gruppi familiari variamente sparsi nella penisola si scambiano video di brodaglie biancastre spacciate per lieviti madre, foto di pizze, di pani alle noci, alla curcuma, brioche, focacce, torte di Nonna Papera; e i tutorial su come tirare la pasta annullano per numero e durata i video porno d’antan. Nel nostro piccolo per la felicità della Paola Maria abbiamo acquistato la tirasfoglia dell’Imperia e direttamente da Casa Spadoni un stock di 15 kg di farine assortite. Yuval Noah Harari non è tenero con le farine di...

La notte nera delle vacche nere

By on Apr 21, 2020 in Contemporaneità

Come ben sappiamo – ce l’ha ricorda pure il buon vecchio Hegel in una spassosa polemica di tanto tempo fa – nella notte nera dove tutte le vacche sono nere, tutto appare indistinto e quel che è peggio indistinguibile. Tutto uguale, nessuna differenza. Eppure, lo sappiamo sin da bambini, la differenza c’è sempre. E neppure le vacche nella notte nera sono necessariamente tutte nere. È una legge di natura che riguarda tutti noi. E insieme a noi ogni manifestazione del genere umano: creativa, produttiva, organizzativa, logistica. Sabato scorso nella notte nera di un Corona che più nero non si può, abbiamo inviato una mail ad un punto vendita Carrefour di Milano. Ci era stato segnalato dal provvidenziale passaparola di Barbara, un’amica puntuale ed efficiente come solo gli insegnanti in pensione. Non so se sia l’iniziativa (intelligente) di un singolo punto vendita o conseguenza della...

Götterdämmerung

By on Apr 17, 2020 in Contemporaneità

Esselunga, icona e simbolo amatissimo. In particolare da chi milanese lo è diventato. Inutile obiettare che milanesi lo sono diventati quasi tutti: gli autoctoni sono più rari di un sovranista acculturato: Prima dell’Esselunga c’era la Scala, il Duomo e il panettone che quella chiesona massiccia aveva trasformato in logo. L’Esselunga con le sue pubblicità verduromorfe, con i babbacetti di Harry Potter e delle Guerre stellari. L’Esselunga con il suo bravo record di redditività per metro quadro e la rissosità di patron Caprotti, a testa bassa contro le cooperative e i reprobi di famiglia. L’Esselunga con le sue installazioni in puro barocco brianzolo che appaiono ai rondò della campagna lombarda come le astronavi dell’Impero. L’Esselunga benchmark di riferimento in Italia e nel mondo. L’Esselunga, l’innovatore, il precursore, l’esploratore. La bomboniera di certezze per il metropolitano...

“Là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva”

By on Apr 16, 2020 in Contemporaneità

Sono in molti a chiedersi se la paura del contagio ci abbia cambiati; se e come la reclusione domiciliare, di norma riservata a imputati in età senile, abbia mutato il così detto comune sentire. La mia impressione è che di cambiato ci sia solo l’ampiezza come se pantografo degli eventi si fosse limitato ad ingigantire fedelmente le emozioni. Non siamo peggio, non siamo meglio. Come sempre avviene nei momenti di difficoltà, siamo solo più autenticamente noi stessi. “Don do don, do don do don… sto leggendo qualcosa con la TV accesa quando questa musica arriva da un passato che per un attimo non focalizzo. Poi ecco, un’altra città, un’altra casa, volti di persone care che non ci sono più e io ragazza. Un salto nel passato che mi inchioda al video. L’Italia che resiste … i più giovani non capiranno fino all’ultimo di che si tratta … ma io sì. Io...