Dentro e fuori il Salone

By on Apr 9, 2019 in Contemporaneità

Come ogni anno da quanche anno, è scoppiata la design week. Che poi bisognerebbe aggiungerci una esse perché da una le week sono diventate una e mezza o più probabilmente due. Tutto un fiorire di cose e di persone che partendo dal centro con progressione logaritmica hanno occupato le periferie. Che sia giunto il tempo del “Salone” (solo gli sprovveduti specificano “del mobile”) te ne accorgi dalle fogge in circolazione nella metro (a Milano la metro è rigorosamente femminile mentre il tram fieramente maschile) e dalla conseguente babele delle lingue. Bellissimo, anche se faticoso per gli autoctoni; stupendissimo, anche se stucchevole come l’ennesimo evento “fuori Salone” inevitabilmente simile a quello precedente e a quelli successivi; internazionalissimo, anche se le cacche progettuali abbondano come l’orrenda “Maestà sofferente” di Gaetano Pesce, monumento non al “cattivo...

Saltare lo squalo

By on Mar 30, 2019 in Contemporaneità

“Saltare lo squalo” è l’espressione utilizzata dai critici televisivi americani per indicare il momento in cui una serie televisiva “dopo aver raggiunto il suo picco inizia inesorabilmente ad abbassare il suo livello qualitativo, facendo venir meno la verosimiglianza della storia”. L’origine della locuzione la trovate qui nelle storie di Arthur Fonzarelli detto Fonzie Inevitabile pensare all’effetto squalo quando in “House of cards” Claire la protagonista femminile viene nominata d’emblée ambasciatrice all’Onu, mestiere tra i più difficili: richiede, oltre alla disposizione naturale, un lungo apprendistato e approfondite conoscenze storico-politiche; insomma un artigianato di alto (altissimo) livello: alla bottega del Verrocchio non si saltavano le classi. Un vero peccato, perché sino a quel punto la serie più efferata in circolazione risultava credibile persino più del teorema di...

E nel buio appari tu amore mio

By on Mar 15, 2019 in Contemporaneità

Davvero molto interessanti le reazioni sul caso Greta, o meglio sul casino che la ragazza svedese sta combinando. Tralasciando i trumpisti di casa nostra per i quali il verde è giusto un colore del semaforo, lo schieramento è composito. Le posizioni che trovo più interessanti sono quelle dei fautori dell’ambientalismo critico. Molto scettici sulle responsabilità antropiche del riscaldamento globale (ovvero il processo non dipenderebbe dall’attività umana) sono tuttavia convinti assertori della necessità di un cambiamento radicale di stili di produzione e di consumo. Un pianeta che si avvia ad essere calpestato da 10 miliardi di persone non può più permettersi di consumare le risorse secondo le logiche ottocentesche dell’economia lineare. Si tratta quindi di applicare su larghissima scala la cultura del riciclo e del riuso, ovvero i capisaldi di quell’economia circolare che persino i...

Spirito dei tempi

By on Feb 22, 2019 in Contemporaneità

Trovo l’affermazione “non faccio il sovranista, è lo spirito dei tempi” pronunciata da Carlo Freccero, il dominus di RaiDue, straordinaria nella sua pacata temerarietà. Per capirci, l’equivalente di chi al seguito di Tamerlano avesse affermato “non faccio collezione di teste mozze, seguo lo spirito dei tempi, o in epoca romana “non crocifiggo gladiatori rivoltosi, è lo spirito dei tempi”. Si sa che lo “spirito del tempo”, da non confondersi con gli alcolici alla moda, è la giustificazione ideale per coprire le proprie nefandezze (“Caio, Bruto, che fate col coltello in mano? Tranqui Cesare, è lo spirito del tempo…”) ma a tutto c’è un limite. Sarebbe bello se in luogo dell’innocuo Tapiro d’Oro si istituisse la “Grande Tolla”, l’effige di un volto di scultorea fattezza modellato nella cacca, il materiale che con buona probabilità meglio esprime lo spirito dei nostri...