Palla di lardo

By on Ott 18, 2020 in Contemporaneità

Secondo Agnes Heller, pensatrice ultimamente ritornata di moda, le due idee-guida della modernità sono la vita e la libertà. “E’ solo in un ambito di discussione pubblica che si può trovare una risposta in termini di reale libertà o di vita vera, una risposta ce tenga conto e cerchi uguali opportunità di vita per tutti, o al contrario una risposta che può contraddire l’idea di una vita felice, di una vita buona”. Vita e libertà: concetti astratti a cui il secolo scorso, quel Novecento che qualcuno definisce breve e qualcun disperatamente infinito, ha dato straodinaria concretezza. Un “pendolo dialettico” che oggi si ripresenta con puntualità: “Se vogliamo contenere il virus, dobbiamo cedere quote di libertà” afferma Massimo Giannini, direttore de “La Stampa”, testimoniando la sua esperienza di malato di Covid ricoverato in ospedale da due settimane dopo essere stato per cinque...

Là dove saltano gli squali

By on Ott 14, 2020 in Contemporaneità

The last word è una mini serie in onda su Netflix. Tratta di morte, funerali ed eloquenza. Ci sono capitato per caso spinto dalla disperazione: il nostro range (della mia compagna e mio) di gradimento è più esile di una speranza, come dicevano di Spike, il cugino di Snoopy. Chi fosse interessato ad ambienti genericamente berlinesi (a me piacciono moltissimo) e ad una recitazione che mischia il livello basso con quello profondo, non resterà deluso. Tuttavia, nonostante il clima depressivo indotto dall’ampiamente prevedibile “seconda ondata”, questo post non tratta della trama, plot e stili di recitazione di “The last word”. Il tema delle mie temo inutili riflessioni riguarda uno dei più grandi misteri dell’umanità: lo svacco dell’ultima puntata. È accaduto con il “Trono di spade” e prim’ancora (molto, molto prima) con Happy Days. E accadrà ancora e ancora. È fisiologico come...

The new condom

By on Ott 7, 2020 in Contemporaneità

Indossare la mascherina non credo faccia piacere a nessuno. Stesso ragionamento per il preservativo. Nonostante gli sforzi dei produttori, mai conosciuto un maschietto felice di sigillarsi il pippolo nel Domopak. Nonostante la palese diversità di utilizzo, entrambi gli oggetti fanno parte di un comune milieu culturale. Come lo spazzolino da denti, il sapone e il deodorante, anche il loro  impiego definisce l’appartenenza al perimetro della (attuale) idea di civiltà che, come tutti i valori, cambia nel tempo: quando padre Dante passeggiava per Firenze era ritenuta buona creanza avvertire il passante prima di sversare il pitale nella pubblica via. Diciamo quindi che dopo il condom anche la mascherina è diventata una bandiera. Un elemento di distinzione che comunica una scelta di campo netta e radicale; grazie al fatto di essere immediatamente visibile, offre il vantaggio di informarci...

Marcatori del tempo

By on Set 29, 2020 in Contemporaneità

Scorrendo il giornale sono finito sul longform di Repubblica dedicato al massacro del Circeo. La foto, per fortuna sostituita, è quella della sopravvissuta. Fa capolino dal bagagliaio dell’auto dove gli assassini l’avevano ficcata credendola morta. Non comprendo se il suo volto esprima sollievo per la vista dei soccorritori o sia il sembiante del terrore. Forse entrambe le emozioni sono più simili di quanto non sia possibile pensare. Sono passati 45 anni. Eppure il volto rigato di sangue di Donatella continua ad essere per me l’immagine suprema dell’orrore in tempo di pace. (Mi fa senso l’ espressione “tempo di pace”, perché – evidentemente – in pace con sé stessi gli umani, gli umanoidi?, non riescono ad esserlo mai). Un marcatore del tempo che non passa. Salgo sul 2, un vecchio tram serie 4700 costruito negli anni ’60. La foto che ho scattato si direbbe “emblematica”, parola usata...