Una modesta proposta

By on Feb 9, 2019 in Contemporaneità

Poiché mi voglio abbastanza bene, vi risparmierò l’aforisma sulla storia che si ripete sempre due volte, che poi nel caso nostro potrebbero essere anche tre o quattro: non essendo un popolo che fa le rivoluzioni, tendiamo istintivamente alle ripetizioni che come tutti sanno è assai meno faticoso. Evitiamo quindi confronti con il passato prossimo, vicende come quella avvenuta nella tarda primavera del ‘40 quando attaccammo coraggiosamente la Francia sulle Alpi Occidentali cogliendola di sorpresa anche se, raccontano le cronache, non del tutto impreparata. Il passato è passato. Concentriamo sull’oggi. Sulle opportunità intendo. Da cogliere come si coglie lo spirito del tempo. E il nostro tempo – non essendo un popolo che ama le rivoluzioni – non può che essere una ripetizione, meglio: una riedizione, della nostra idea di sovranità. Che senso ha polemizzare sui gilet gialli, quindi. Tra...

Ebbene sì, amo la figlia di Agenore

By on Gen 26, 2019 in Contemporaneità

Amo l’Europa. E ancor più l’idea d’Europa, che non è necessariamente la stessa cosa. La amo perché è il punto d’arrivo di tutto quello che di buono, di interessante e divertente è accaduto negli ultimi 3.000 anni. (Anche di orribile e malvagio purtroppo: come sempre accade al centro di tutto). Con buona pace delle menate orientaliste e dei sensi di colpa per il nostro orrido passato colonialista, per i totalitarismi che ci sono cresciuti in pancia, l’idea di uomo al centro dell’universo, l’idea dei diritti universali dell’umanità è nata qui. (Per non parlare di tutto il resto che va sotto il nome di filosofia, scienza, arte). E’ qui che si parla – anche ipocritamente – di diritti civili, separazione dei poteri, rispetto e tolleranza per le minoranze. E’ qui che è nata quell’idea bislacca e imperfetta che chiamiamo “democrazia rappresentativa”, che noi stessi, molti di noi stessi, hanno...

Potenza vs. atto

By on Gen 23, 2019 in Contemporaneità

Sul Post.it trovo un articolo sulla correlazione fra religione e scelta di non vaccinarsi. Mi pare assai accurato. Il succo è che la correlazione esiste e pure assai consistente. La motivazione: “alla base dell’antivaccinismo di molti gruppi religiosi ci sarebbe infatti il timore che alcuni vaccini siano ottenuti da feti abortiti”. Pare che fra i molti presi in esame sia la Polonia il paese che esprime la maggior timorosità. La cosa non sorprende. Quello che invece fatico a comprendere è l’indifferenza per i morti annegati. Per i disperati nei campi profughi. Per chi rischia il tutto per tutto perché non ha più nulla da perdere. Strana cosa la religione: la vita in potenza è sacra, quella in atto molto meno. “Nel tempo della desolazione non bisogna mai fare cambiamenti, ma rimanere saldi e costanti nei propositi e nella decisione in cui si era nel giorno precedente a quella...

Plebalisti all’opera

By on Gen 19, 2019 in Contemporaneità

Scegliamo la foto dell’anno. Il simbolo di uno stato più che di un evento. Una foto che esprima lo Zeitgeist. (Nell’Ottocento, quando fu inventa la parola, sarebbe stato facile; è dal secolo scorso che le notizie hanno preso a moltiplicarsi con la velocità di virus e batteri; e con la loro stessa velenosità verrebbe da dire). Esclusi quindi i disastri più o meno naturali, terremoti e tsunami, incendi e naufragi, come pure crimini e misfatti. Avevo scelto il ritratto dei signori Trump nel corso dell’appuntamento annuale dedicato ai bambini al North American Aerospace Defense Command. Una storia perfetta. Non si sa cos’abbia detto lei, le affermazioni della signora Trump sono per definizione insignificanti; pare invece che lui abbia schermito una bambina chiedendole se credesse ancora nell’esistenza di Babbo Natale. La piccola ha risposto affermativamente, e il Comandante in capo le ha...