1979

By on Ott 18, 2022 in Contemporaneità

Ricordo molto bene il ritorno di Khomeini in Iran. Era il febbraio del ’79 all’aeroporto di Teheran lo attendeva una folla strabocchevole. Quello che pareva impossibile invece successe: un gruppo di preti dotati di disumano fanatismo quanto di straordinaria tenacia, riuscì nel giro di poche settimane a riportare l’orologio della Persia, una delle civiltà più antiche, una nazione grande cinque volte e mezza l’Italia, indietro di mille e quattrocento anni. Quaranta anni fa e pare sia passato un secolo; e pare che nonostante il sangue versato dalle donne persiane nulla possa mettere in discussione il potere dei preti disumani. (Inutile dire che, perfetto ignorante della realtà politica persiana qual sono, spero di essere smentito). Mi permetto di parlare di ciò che non so per la semplice ragione che l’orribile vicenda persiana serve per guardarci allo specchio; a ragionare di noi, dei...

Brianza felix

By on Ott 11, 2022 in Contemporaneità

Empowerment è una parola destinata a perseguitarmi a lungo. Ultimamente non fanno che chiedermi storie non solo di empowerment, ma pure di “empowerment italiano”. Come una pera sbirulina, di quelle stortignaccole che fanno impazzire il Carlin Petrini e crescono solo in Val Vattelapesca. Come se fosse facile scovare storie che narrino del “processo di crescita… basato sull’incremento dell’autostima, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale”. Storie che devono pure essere divertenti da leggere. Che se poi non le legge nessuno (il web ti conta anche i peli della narice destra) la tua autostima cala peggio del rublo e alla lunga ti levano l’incarico. E così, pensando a come posso empowermentarmi da me medesimo, mi è venuto in mente che saranno ormai...

Sogni di una notte di fine estate

By on Set 28, 2022 in Contemporaneità

Ultimamente mi capita di svegliarmi nel cuore della notte. Forse è per via della casoeûla, il piatto della tradizione lombarda che i giargiana insistono a chiamare cazzuola. Mi giro e mi rigiro cercando di addormentarmi e quando tra un verzino e l’altro finalmente il sonno arriva, puntuali come un break pubblicitario compaiono Vladimir Putin e il patriarca Kirill, quello che veste Dolce e Gabbana senza pagare un rublo di royalty. Il sogno segue noiosamente sempre lo stesso copione. Forse dipende dalle costine; cotenna, piedino e musetto non c’entrano perché cambio fornitore ogni volta. Kirill e Vladimiro seduti ai capi del lunghissimo tavolo che pare sia stato prodotto a Cantù, contrariamente a fraudolenti comunicati stampa emessi da un consorzio di Lissone, incombono in primissimi piani di sapore hollywoodiano. Posso quasi contare i pori e i peli che sfuggono dal naso di Cirillo....

Non è un capello

By on Set 20, 2022 in Contemporaneità

Oggi 20 settembre è un giorno speciale. Si festeggia, o almeno si dovrebbe, la città di Roma tornata italiana. Temo non freghi a nessuno, tantomeno ai romani visto lo stato pietoso in cui insistono a tenere la loro città; che poi sarebbe anche nostra. E forse addirittura più nostra che loro, essendo Roma la capitale del più indefinibile paese occidentale. Sia come sia, tema di questa madeleine è comunque la festa. L’ultima a cui ho partecipato è stata bellissima e persino istruttiva. Mi ha dato modo di conoscere come si divertono oggi i trentenni milanesi. Nessuna pretesa di scientificità sociologica: le mie evidenze le traggo da un unico carotaggio compiuto nel corso di una giornata di festa iniziata alle undici del mattino e conclusa verso le due di notte. Il campione è particolarmente interessante: la compagnia dei trentenni milanesi in festa è composta da una quarantina di amici...