Non avevo letto quasi nulla di Raboni critico. Conoscevo solo il poeta e il traduttore della Recherche, quasi nulla del critico letterario, cinematografico teatrale e televisivo. La ragione, banale e insieme semplicissima, è che Giovanni Raboni ha svolto quest’impresa (per certi aspetti titanica: più di 4000 recensioni in oltre quarant’anni di attività) scrivendo per testate che non erano le mie: Avvenire, Europeo, Corriere della Sera. Sono (anche in questo caso) debitore a Matteo Marchesini. Di Raboni critico militante ne ha parlato nei giorni scorsi sulla sua pagina Substack recensendo “Meglio star zitti? Scritti militanti su letteratura, cinema, teatro”, Oscar Mondadori. Il volume raccoglie gli scritti pubblicati nel periodo che va dal 1964 al 2004. Un arco temporale ridotto se considerato dal punto di vista meramente numerico, vastissimo alla luce della radicale trasformazione del...