Il tradimento dei pusher

By on Lug 26, 2022 in Contemporaneità, Letteratura

Questa madeleine parla di libri. O per essere più esatti della distruzione del mondo dei libri. L’Istat informa che nel 2019 sono stati pubblicati 86.505 titoli. Quindi, anche se la stragrande maggioranza di essi finirà al macero, il problema pare non sia la produzione. Si scrive, si edita, si stampa come se fosse vino Prosecco. Tutto bene madama la marchesa? Non proprio. Provate voi ad ordinare titoli come “Non c’è nessuna Itaca” di Francesco Cataluccio (Humboldt Books). Io l’ho fatto i primi giorni di luglio, il 5 se non vado errato, telefonando al “Libraccio” di via Canonica, il mio attuale pusher di fiducia. La voce a cui ho comunicato l’ordine con bel garbo mi aveva avvertito che sarebbe stato necessario un po’ di tempo: sono piccoli editori, è un problema di distribuzione, ci sono poche copie a magazzino per via dei costi… (“Madama… veramente… in questo mondo...

Stalingrado o della quantità

By on Lug 16, 2022 in Letteratura

Sono agli ultimi paragrafi di “Stalingrado”. Tra le molte, spunta pure la domanda se abbia ancora senso leggere un romanzo di 884 pagine. Me lo chiedo a causa dell’affettuoso sfottò di un documentatissimo amico che rifiuta di procedere oltre quota 200; e ancor più per via del post di un noto esperto di web, uno di quelli bravi, che sentenziando riguardo la lunghezza di un testo letterario stabiliva che era il caso di fermarsi prima delle 300 pagine, evidentemente convinto che la quantità vada a scapito della qualità. A me proustiano di stretta osservanza, è parsa una tesi abbastanza imbecille. Succede che mi sono beccato una censura prima, e l’accusa di maleducazione poi. L’amico che sfotte ovviamente non  crede a quello che dice; il sagace esperto di web invece sì. “Stalingrado” è l’ultima opera di Vasilij Grossman pubblicata in Italia. Nato in Ucraina a Berdyčiv da famiglia ebrea,...

Le vittime non sono mai divertenti

By on Giu 15, 2022 in Letteratura

Sto leggendo “Stalingrado” di Vasilij Semënovič Grossman. Pubblicato solo pochi mesi fa da Adelphi, è stato scritto prima di “Vita e destino” uscito in Italia nel 1984. Insieme a “Tutto scorre” fa parte di una trilogia che a me come a molti piace chiamare la “Guerra e pace” del Novecento. La seconda e terza parte della trilogia lette prima della prima ha causato qualche difficoltà a più di un lettore; ricordo che nelle prime ottanta, cento pagine di “Vita e destino” non era semplice raccapezzarsi tra le decine di personaggi e i loro chilometrici nomi, patronimici, diminutivi e soprannomi tipici della lingua russa e della scrittura di Grossman. Ma non è di “Stalingrado” che vi voglio parlare. Sono giunto solo a pagina 212 delle 884 che compongono l’edizione Adelphi, elenco dei personaggi compreso. Purtroppo, temo di dover condividere l’opinione di Francesco Cataluccio, insieme a Wlodek...

Homophrosyne

By on Apr 25, 2022 in Letteratura

Questa è la storia di un figlio alla ricerca di un padre. Ma tratta anche di una tecnica letteraria che si chiama “narrazione ad anello”. Credo sia difficile iniziare in modo più noioso; tuttavia se preciso che la “narrazione ad anello” contraddistingue come si racconta una storia in Occidente dall’Odissea in poi, forse ho la speranza di far crescere di un buon 0,5% la probabilità di essere letto. A ben vedere anche questo è uno dei problemi tipici della narrazione in Occidente, al tempo in cui non si ha tempo né voglia di leggere: le storie devono essere brevi, magari declamate come ai tempi di Omero, così le si può ascoltare in auto, facendo colazione, oppure in bagno quando ci si fa la barba come si dice per decenza, perché altro non si può nominare per via che al signor Zuckerberg non garba e l’algoritmo ti boccia. Ai tempi dei tempi c’era l’aedo, beninteso se eri sufficientemente...