Pensare stanca

By on Feb 2, 2025 in Filosofia, Letteratura

A che ora è la fine del mondo? La fine di quel Novecento che Hobsbawm definì “secolo breve” e a quanto pare così breve non fu (meglio diffidare degli storici quando usano la penna del pubblicitario). Secondo Michele Serra la fine del mondo è il momento in cui si è insediato il Trump 2. Se mi è concesso di partecipare a questo gioco innocuo quanto insignificante come quasi tutte le cose innocue, a mio avviso la fine del mondo corrisponde a un’indagine demoscopica pubblicata nei giorni scorsi dal Times. Secondo la ricerca il 52% degli intervistati tra i 13 e i 27 anni, ovvero la famosa Generazione Z, ritiene che il Regno Unito sarebbe un posto migliore “se ci fosse un leader forte al potere che non debba preoccuparsi di elezioni e Parlamento”. Un terzo degli intervistati sostiene inoltre che “sarebbe meglio che ci fosse l’esercito a guidare il Paese”. Non male. Ma poiché al peggio non...

Leggere

By on Nov 20, 2024 in Letteratura

Sono un lettore dilettante. Leggo per godere. Mai comprato un libro perché vincitore di un premio, sempre prediletto il catalogo alle “novità”. Mai comprato un libro promosso dalla recensione di un altro scrittore. Sempre seguito l’estro, il caso, la nota a margine di un amico, la menzione di un perfetto sconosciuto nei confronti del quale ravviso un’ipotesi di affinità. Non tutti i libri sono calze di lana o camicie di lino che si acquistano in base alla stagionalità. I migliori, i più sorprendenti, sono quelli che scegliamo pensando possa nascere una relazione. Non importa se non li leggiamo subito. I libri sono come il vino, vanno fatti maturare. Solo il tempo ci dirà se valgono il nostro tempo, risorsa non rinnovabile. Ci sono libri che hanno atteso venti o trent’anni fiduciosi che prima o poi li avremmo ascoltarli. Ci sono libri che abbiamo aperto e rinchiuso una, due, dieci...

Strani scherzi

By on Ott 23, 2024 in Letteratura

    Ho l’abitudine di leggere più libri contemporaneamente. Passo da un argomento all’altro come un tempo a scuola, quando le materie si succedevano senza soluzione di continuità. È un metodo avvincente quanto pericoloso. Con l’avanzare dell’età è sempre più concreto il rischio di smarrire la struttura dimostrativa che sorregge la tesi (o le tesi) del saggio che stiamo leggendo. Cosa ricorderemo dopo una settimana, un mese, un anno, è un mistero della fede. Ci consola il fatto che di norma ogni libro, anche il più luminoso, contiene un’idea, al massimo due. Quell’idea è come un punto forte fissato per l’eternità sulla lavagna della nostra coscienza; purtroppo gli aspetti più straordinari e più squisiti di un trattato, di un saggio, di un testo scientifico, “andranno persi come lacrime nella pioggia”. Ricordiamo perfettamente il concetto alla base di “Mimesis”, il capolavoro...

La sindrome di Stoccolma

By on Ott 9, 2024 in Letteratura

Giovedì i vecchioni di Stoccolma assegnano il Nobel per la Letteratura. La scadenza la ricorda la rubrica di Emiliano Morreale pubblicata sul “Venerdì” del 4 ottobre. Morreale segnala un nome “poco noto, che da qualche anno circola tra i candidati ideali, che lo meriterebbe”. Trattasi di Gerald Murnane, australiano di anni 85. Di lui apprendo che scrive solo a macchina, non ha la tv e non si è mai mosso dal suo pur immenso paese perché non gli garba l’aereo. Non ho letto neppure una riga di Murnane, signore di cui ignoravo anche l’esistenza. Provo per lui un’istintiva simpatia: la sua faccia pare uscita da un film di Peckinpah. La convinta diffidenza nei confronti del trasporto aereo me lo fanno poi sentire “mio simile, mio fratello”. Ma di cosa stiamo parlando? La candidatura sostenuta da Morreale, buona o cattiva che sia, porta in primo piano una questione largamente irrisolta....