Le Monde di oggi dedica la prima pagina a Simone Veil. La sua foto campeggia anche nell’inserto domenicale dedicato alla cultura. E’ l’immagine di una donna forte i cui tratti slavi sono addolciti dal sorriso e dagli occhi. Una donna combattente cui la Francia e l’Europa devono molto. Come la legge sull’interruzione della gravidanza promulgata nell’ormai lontano 1974 dopo una battaglia durissima contro conservatori e fascisti. Questi ultimi ebbero anche lo stomaco di accusarla, lei che diciassettenne fu ospite dell’hotel Auschwitz, di promuovere una legge nazista. Su D di Repubblica Paulina Reiter racconta cosa accade oggi in Polonia a una donna nella necessità di abortire. “Viaggi senza speranza” li chiamano. All’estero, perché nel loro paese l’interruzione di gravidanza ha cessato di essere un diritto. Ed è nuovamente diventato un dramma clandestino. Maria Serena Mazzi ha pubblicato...