L’asino del Messia

By on Ott 11, 2019 in Letteratura

Un tempo le cose erano più semplici anche in editoria, o almeno così apparivano. I cataloghi erano suddivisi da tre voci: narrativa, saggistica, varia, quest’ultima usata il più delle volte come refugium peccatorum nel quale confinare i titoli di incerta attribuzione. Negli ultimi anni la tassonomia editoriale ha ovviato al problema ramificando una pletora di generi, sottogeneri e collane con un esuberanza inferiore solo alle sigle della popolosa sinistra italiana. Così, i nomi di collana oltre a celare perfettamente il contenuto, sfidano coraggiosamente il ridicolo come il sublime “I cavoli a merenda” dell’Adelphi. Chiedersi in che cassetto sistemare un libro potrebbe sembrare questione di lana caprina o, peggio, quesito della Scolastica medievale del tipo quanti angeli stanno su una capocchia di spillo. Non è così per due ordini di ragioni: la prima è la “Legge di Borges” secondo la...

È marrone

By on Ott 4, 2019 in Arte, Contemporaneità

“La vera arte non va mai spiegazzata” Linus van Pelt L’altro giorno il tram si ferma davanti al manifesto dell’ultimo evento della Fondazione Prada. L’avevo rimosso nonostante la sua forte caratterizzazione. Si tratta del “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, progetto espositivo che “riunisce 538 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson… e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf… e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna”. Il pezzo memorabile al punto da dare il nome al progetto, è il sarcofago di Spitzmaus “una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.c.”. Il modello a cui fa riferimento la mostra sono le Wunderkammer, le “stanze delle meraviglie” nelle quali a partire dal Cinquecento e sino alla fine del...

Psicopatologia della vita quotidiana

By on Set 19, 2019 in Contemporaneità

Buon ultimo è arrivato Rutelli con l’accusa di autoritarismo leaderistico, la stessa che la stampa e i politici rivolgono all’unisono da ieri, la versione aggiornata de “il pallone è mio” di quando eravamo bambini ai giardinetti. Una coerenza di voci sorprendente anche dal punto di vista dell’esercizio retorico. Qualche esempio: Roberto Tallarita sul “Post” ci spiega che la citazione di Frost “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta” usata dall’ex-premier nel suo annuncio non coglierebbe “la morale poetica involontariamente nascosta”; per Giulia Siviero il femminismo di Renzi sarebbe invece solo “sfruttamento come strategia di marketing”. Una bastonatura sistematica e articolata che, stiamone certi, proseguirà nei prossimi giorni, settimane e mesi. Sincronica e parallela a quella a cui è sottoposto l’altro Matteo, lo sciagurato Truce a cui sino all’agosto scorso...

Roberto lo strabico

By on Set 16, 2019 in Contemporaneità

Intervista di Roberto Saviano a Edward Snowden. Di norma in questi casi si usa l’aggettivo “inquietante”. È comodo e pratico come un mocio Vileda. Va bene per le dichiarazioni di Salvini come per quelle di un pentito di mafia. Figurarsi se il tema è “la più grande violazione di massa della privacy mai accaduta in una democrazia… Attendevo questo libro da anni e tra le mani ho non il diario di un esiliato, né il racconto di un testimone, ma la lucida analisi di un intellettuale al quale ho molte domande da porre” scrive Saviano. Le parole sono importanti? Poiché penso che sì, rileggo e riscrivo: “la più grande violazione di massa della privacy mai accaduta in una democrazia” e “tra le mani ho non il diario di un esiliato”. Ora si dà il caso che Snowden viva a Mosca (rifugiato, ospite, studente fuori sede?) città che non è sinonimo di luogo ameno dove libertà e democrazia sono...