Quanto è grande la Golia?

By on Mar 31, 2022 in Comunicazione

Leggo che Jannik Sinner, giovane predestinato del tennis italiano, si è dovuto ritirare da un match appena iniziato per via delle vesciche al piede. Quella del piede è una vecchia storia. Pare colpisca, ricordate? prevalentemente gli eroi. Il piede graveolente del povero Filottete. Quello del generale Garibaldi (“La palla è penetrata a tre linee al di sopra e al davanti del malleolo interno: la ferita ha una figura triangolare a lembi lacero-contusi del diametro di mezzo pollice circa”). Per non parlare del più celebre, il tallone cantato da Omero. La triste storia del giovane Jannik mi fa venire in mente un motto chiosato persino più della più tetragona delle maionesi. La storia che dio (variante: il demonio) starebbe nei dettagli. Wolfram Eilenberger la ricostruisce narrando l’avventura umana di Aby Warburg, francamente assai più angosciosa di quella del luminoso Jannick. (La...

Quattro colpi, uno alla testa

By on Mar 28, 2022 in Contemporaneità, Letteratura

Non ho la pretesa che delle persone normali, cioè normalmente dotate di buon senso, siano disposte a sciropparsi le 370 pagine de “La Russia di Putin” di Anna Politkovskaja. Eppure, contrariamente alle “Letture facoltative” della divina Szymborska, bisognerebbe diventassero una lettura obbligatoria. Come dovrebbe esserlo la nostra Costituzione, citata da molti e ignota ai più. Lettura obbligatoria di un capitolo (un articolo) settimana da compiersi nei circoli ricreativi dopolavoristici, nelle sedi dell’ANPI e in quelle, se esistono ancora, dei movimenti e dei partiti che dicono di riconoscersi nella Costituzione della Repubblica. “La Russia di Putin” della Politkovskaja può essere letto come un giallo o, indifferentemente, come un racconto dell’orrore. La testimonianza documentata in modo accurato sino allo sfinimento di come, dopo un breve periodo di ubriacatura libertaria frutto...

Le parole fra noi leggere

By on Mar 22, 2022 in Contemporaneità

“Il lavoro migliore di una vita di ricerca può saltare fuori per caso: lo si incontra su una strada percorsa per andare da un’altra parte. A me è accaduto così. Quello che è ritenuto il mio miglior contributo alla fisica, ovvero la teoria dei vetri di spin, è nato mentre studiavo un problema di particelle elementari”. L’autore di queste parole è Giorgio Parisi, Nobel per la fisica 2021. Le si possono leggere a pagina 54 del suo libro “In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi” (Rizzoli). E’ una lettura corroborante quella che propone Parisi. Particolarmente di questi tempi. Innanzitutto la sua scrittura è semplice senza essere semplicistica. Quindi si corre il rischio di comprendere ciò di cui parla nonostante le difficoltà intrinseche del tema; in secondo luogo perché questo volumetto stampato su carta di spessore ormai inaudito evita come una visita domenicale...

Burattini senza fili

By on Mar 17, 2022 in Contemporaneità

Il solo aspetto del conflitto tra Russia e Ucraina che un PPA come me ha il diritto di affrontare, sia pure con un’infinità di cautele, è la comunicazione percepita. PPA è l’acronimo di piccolo pubblicitario anziano, laddove l’individuo per dirla con il buon vecchio Marx è anche l’insieme (o il risultato) dei rapporti sociali di produzione. Frase contorta che potrebbe essere semplificata dicendo che ciascuno di noi è (anche) il risultato del lavoro che ha compiuto. E delle relazioni che ha esperito attraverso le relazioni di lavoro. Fine della (speriamo non inutile) premessa. Parlare di comunicazione percepita in luogo di comunicazione tout-court non è un vezzo ma una necessità. Indica lo iato che separa le intenzioni (gli obiettivi e le strategie) dai risultati. Non conosciamo se non per inferenza cosa realmente si erano prefissi i marketer della marca X: quale quota di mercato...