I russi sono matti

By on Gen 27, 2020 in Letteratura

Ho comprato e poi letto (le due cose non sono sempre congiunte) i “I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa” di Paolo Nori per la buona ragione che me l’ha consigliato uno di cui mi fido. In verità, non l’ha consigliato direttamente e personalmente a me ma, fateci caso, una cosa funziona – letteratura, cinema, pittura e persino la retorica politica – quando sembra che l’autore stia parlando proprio a te. Il guaio di “I russi sono matti” è la premessa; i quattro scioperati che mi leggono sanno quanto detesti le introduzioni e le premesse. Quelle di Nori sarebbero anche divertenti e parecchio, se non che la sua scrittura imita quella di Baricco, del Baricco quando è stanco e gli viene fuori il birignao di Salinger quando Salinger fa parlare il giovane Holden con l’intonazione e le cadenze che l’hanno reso l’adolescente di riferimento del Canone Occidentale (scritto...

“Non esistono gatti, ma solo interpretazioni”*

By on Gen 23, 2020 in Contemporaneità

Adesso che un po’ di polvere si è depositata sull’affaire Pansa mi è venuta voglia di parlare del vero scandalo che la storia del povero Pansa sottende. Lo stimolo mi è venuto leggendo Luca Tondelli (https://leonardo.blogspot.com/) sull’età media degli opinionisti di casa nostra e sul perché i giovani (i ggiovani) non leggano i giornali scritti e riscritti dai loro nonni. Lasciamo quindi in pace il povero Pansa e i suoi demoni che hanno trasformato l’allievo di Galante Garrone, la sopraffina scuola di pensiero Giustizia e Libertà, in un alien pieno di rancore: la mamma gli ha voluto poco bene, la maestra d’asilo l’ha trascurato, oppure è stato Eugenio (Scalfari) a negargli il giusto affetto? Sia quel che sia, Pansa è diventato un polifemo da 400.000 copie a botta in un paese, il nostro, dove solo 5 milioni di persone su 60 acquistano libri che poi forse leggeranno; e sono sempre quegli...

In Goude we trust

By on Gen 7, 2020 in Comunicazione

La storia delle merci è stata spesso scritta come storia del desiderio, un sentimento persino più forte dei bisogni primari, un tetto sulla testa, la pancia piena, uno straccio a protezione dal freddo. Quando accade le merci diventano desideri condivisi e, a differenza degli individui che le ambiscono, assumono tratti che le distinguono dalla folla delle altre merci. Non tutte le merci, solo quelle che compiono l’impervio percorso che le trasforma in brand e dona loro personalità e caratteri unici e memorabili. Inutile dire che è un evento raro: statistiche USA segnalano che il rapporto di trasformazione di un’idea in prodotto di successo sia di uno a un milione. Ma, attenzione, un prodotto di successo non è (ancora) un brand, e non è affatto detto che lo possa diventare. Come le persone, i brand possono essere stimolanti o noiosi, conservatori o innovatori, barocchi oppure...

Totò, Peppino e la caduta degli dèi

By on Dic 8, 2019 in Contemporaneità

Ho letto “I sommersi e i salvati” in un momento difficile, reduce da un intervento chirurgico banale quanto doloroso. Forse la condizione ideale di accostarsi all’ultimo lavoro di Primo Levi, il suo testamento politico e spirituale. La stanchezza della mente che finalmente si concede una tregua dopo lo sforzo compiuto nell’attendere e poi sopportare la sofferenza fisica, faceva sì che la percezione delle parole scandite dalle pagine avvenisse in modo fluttuante; una sorta di sospensione onirica interrotta da una domanda insistente, angosciante quanto priva di risposta: se fosse toccato a me, come mi sarei comportato? Se fosse toccato a me, quale zona avrei occupato? Nonostante siano passati più di trent’anni dalla sua pubblicazione, non c’è saggio più contemporaneo di “I sommersi e i salvati”. Ne sono testimonianza le parole pronunciate dalla signora Merkel ad Auschwitz, non so se più...