Non c’è più morale contessa

By on Nov 24, 2019 in Contemporaneità

Dal basso e di lato, non necessariamente sinistro. La storia di  via Montello è, come si diceva una volta, paradigmatica del confronto (dello scontro?) tra cittadini e l’istituzione che li governa. La questione riguarda la scelta, di per sé assai semplice, tra verde e cemento. Trasformare la vasta area su cui sorgeva un (apprezzato) distributore di benzina in un giardino, oppure vendere l’area (si dice valga a 5 milioni di euro) per realizzare la versione mignon della capanetta di Herzog & De Meuron che ospita la Fondazione Feltrinelli. Dal basso e di lato, non necessariamente sinistro, la “società civile” degli amministrati chiede agli amministratori le cose che riguardano la vita e persino la morte saltando a piè pari partiti, associazioni, “corpi intermedi”, qualsiasi cosa questa inquietante espressione possa oggi significare. Dal basso e di lato, non necessariamente sinistro,...

Capitani coraggiosi

By on Nov 15, 2019 in Contemporaneità

Altro che aprile, è novembre, il più crudele di tutti i mesi. Piove, come è sempre stato e probabilmente sempre sarà. Piove, e pioverà per i giorni a venire. E il belpaese smotta, frana, cede, scivola sempre più in basso. Chi è fortunato sta al calduccio, chi lo è meno ha l’acqua in casa e in bottega; chi invece è sfortunatissimo crepa in mare. Eppure tra le disgrazie piccole e grandi, tra chi aggotta a Venezia e chi sparge odio a Bologna, una buona notizia c’è. Non buona, buonissima: lo Stato, il nostro, non è ancora un participio passato. (un grandissimo “grazie” a Ilaria Cucchi, il solo, il vero Capitano...

Storia di Marieke

By on Ott 31, 2019 in Contemporaneità

Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce: la continuità della vita e l’inevitabilità della morte (Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore)  Il racconto di Marieke Vervoort, campionessa paraolimpica belga, è un racconto compiuto. Affetta dall’età di 14 anni da una malattia muscolare degenerativa che le paralizza le gambe e le dà dolore costante, aveva deciso da tempo cosa fosse meglio per sé. “Mi sto ancora godendo ogni piccolo momento. Quando avrò più giorni brutti che buoni, allora ho già i miei documenti di eutanasia, ma il tempo non è ancora arrivato” aveva dichiarato. Su questo ha insistito parecchio: la sua sicurezza, la serenità con cui affrontava la vita, stava in quelle carte, le chiavi che avrebbero aperto la porta della libertà. Il Belgio è un paese che da Marcinelle in poi noi italiani abbiamo conosciuto bene. Divisi da sempre in...

Requiescat in pace

By on Ott 16, 2019 in Contemporaneità

È sempre triste l’agonia di un giornale. Lo è ancora di più quando quel giornale è il tuo. Repubblica sta morendo di lisi. Tormentata dal morso dei refusi e dei fuori registro, si dissangua come un radiatore bucato: trovare uno giovane che dopo averla comprata la legga, è un’impresa come scovare un’edicola aperta. Eppure non vuole morire, e si agita e strilla e scalpita come un maiale che ha annusato il norcino. L’ultima rissa, il vecchio padre contro i figli, pare tratta dai romanzoni fine Ottocento stile “Demetrio Pianelli”, mentre invece è purtroppo vera come il rancore che gronda dalle dichiarazioni ufficiali. Davvero una brutta fine per una testata che ha rivoluzionato il modo di fare i giornali nel nostro paese e per molti di noi ha supplito al compito di “intellettuale collettivo” per dirla con Gramsci, nel momento in cui i partiti della sinistra l’avevano totalmente dismesso:...