“la bussola va impazzita all’avventura / e il calcolo dei dadi più non torna”

By on Mag 2, 2020 in Contemporaneità

Non ci siamo ancora iscritti al PPD, Partito Panificatori Domestici, per la buona ragione che la panificatrice è la Paola Maria, un’anarco-individualista che farebbe volentieri suo il motto “due ebrei, tre opinioni” se non fosse che le pare un poco inflazionato. Il tema del pane e dell’arte della panificazione domestica continua ad essere centrale nella vita degli italiani. Gruppi familiari variamente sparsi nella penisola si scambiano video di brodaglie biancastre spacciate per lieviti madre, foto di pizze, di pani alle noci, alla curcuma, brioche, focacce, torte di Nonna Papera; e i tutorial su come tirare la pasta annullano per numero e durata i video porno d’antan. Nel nostro piccolo per la felicità della Paola Maria abbiamo acquistato la tirasfoglia dell’Imperia e direttamente da Casa Spadoni un stock di 15 kg di farine assortite. Yuval Noah Harari non è tenero con le farine di...

“La verità è sempre in esilio”.

By on Apr 29, 2020 in Filosofia

Non so se il merito sia del Corona, ma ho letto più del solito in questi mesi. (Avverto l’implicita pericolosità di questa affermazione; ricorda la battuta di un produttore di Roberto Rossellini: “Bello de casa, mica se po fa ‘naltra guera per farte girà film che te riescono mejo, eh?”). Sto leggendo con sistematicità i lavori di George Steiner. Il fatto che sia mancato il 3 febbraio alla cospicua età di novantuno anni induce il bibliofilo ad acquistare il più in fretta possibile titoli destinati a finire rapidamente fuori catalogo. Steiner si definiva uno studioso di letterature comparate, amante del “territorio in cui si interfacciano filosofia e poesia”. Io preferisco definirlo storico delle idee, disciplina entrata recentemente nel novero accademico. Il tema di questa madeleine non è tuttavia Steiner, quanto piuttosto la riflessione che la lettura di “I libri che non ho scritto” mi...

“Hypocrite lecteur, – mon semblable, – mon frère!”

By on Apr 24, 2020 in Comunicazione

Tanto tempo fa, diciamo un secolo circa, scrissi un libro. L’argomento riguardava il perimetro del mio lavoro. Dopo aver vinto le resistenze dell’editore lo intitolammo “La rosa e il giardiniere”. Metafora tratta dall’arte della floricultura per indicare il rapporto che corre tra i brand e coloro che dovrebbero averne cura. Risparmio ai dodici sfaccendati che hanno il garbo di seguirmi la differenza che corre tra un brand e un prodotto; diciamo solo che nelle intenzioni dei progettisti i brand sono (o dovrebbero essere) come le persone: dotati di carattere, morfologia e financo fisiologia unici e distintivi. I brand di successo, ovviamente. Creare un brand che possa avere una ragionevole probabilità di successo è impresa difficile quanto educare un individuo a diventare persona, ovvero autenticamente sé stesso. Riguardo ai brand, studi di settore calcolano che su mille nuovi prodotti...

La notte nera delle vacche nere

By on Apr 21, 2020 in Contemporaneità

Come ben sappiamo – ce l’ha ricorda pure il buon vecchio Hegel in una spassosa polemica di tanto tempo fa – nella notte nera dove tutte le vacche sono nere, tutto appare indistinto e quel che è peggio indistinguibile. Tutto uguale, nessuna differenza. Eppure, lo sappiamo sin da bambini, la differenza c’è sempre. E neppure le vacche nella notte nera sono necessariamente tutte nere. È una legge di natura che riguarda tutti noi. E insieme a noi ogni manifestazione del genere umano: creativa, produttiva, organizzativa, logistica. Sabato scorso nella notte nera di un Corona che più nero non si può, abbiamo inviato una mail ad un punto vendita Carrefour di Milano. Ci era stato segnalato dal provvidenziale passaparola di Barbara, un’amica puntuale ed efficiente come solo gli insegnanti in pensione. Non so se sia l’iniziativa (intelligente) di un singolo punto vendita o conseguenza della...