Le parole fra noi leggere

By on Lug 13, 2020 in Filosofia

Ci sono parole che hanno conosciuto i fasti della gloria al punto di divenire sinonimi di categoria filosofico-politica. Una di queste è “progresso”, lemma esaltato dall’esplosione positivista di fine ‘800, caduto nelle polvere largo circa al termine della prima guerra mondiale e tutt’ora considerato un’ingenuità grossolana dal pensiero post-modernista contemporaneo. Il tema del progresso, l’idea stessa di progressione intesa quale miglioramento umano e sociale, scatena reazioni unanimi dalle curve degli apocalittici quanto degli integrati. Per i primi parlare di “progresso” dopo la crisi economica e la pandemia è folle più che insensato; per i secondi, nostalgici delle tradizioni nazionali (quali che fossero) il sogno è semmai il regresso, il ritorno perché il “prima” è sicuramente meglio del “dopo”. Per entrambi la colpa è comunque della scienza e della tecnica: disumanizzata e...

“La verità è sempre in esilio”.

By on Apr 29, 2020 in Filosofia

Non so se il merito sia del Corona, ma ho letto più del solito in questi mesi. (Avverto l’implicita pericolosità di questa affermazione; ricorda la battuta di un produttore di Roberto Rossellini: “Bello de casa, mica se po fa ‘naltra guera per farte girà film che te riescono mejo, eh?”). Sto leggendo con sistematicità i lavori di George Steiner. Il fatto che sia mancato il 3 febbraio alla cospicua età di novantuno anni induce il bibliofilo ad acquistare il più in fretta possibile titoli destinati a finire rapidamente fuori catalogo. Steiner si definiva uno studioso di letterature comparate, amante del “territorio in cui si interfacciano filosofia e poesia”. Io preferisco definirlo storico delle idee, disciplina entrata recentemente nel novero accademico. Il tema di questa madeleine non è tuttavia Steiner, quanto piuttosto la riflessione che la lettura di “I libri che non ho scritto” mi...

Un po’ meglio

By on Mag 5, 2019 in Contemporaneità, Filosofia

Perché esiste l’antisemitismo, che cosa è, si chiede Haim Bahrier, studioso della Bibbia, figlio di genitori scampati ai campi di sterminio. Prima di citare la sua risposta (il suo tentativo di dare risposta) vi propongo quella non richiesta che mi diede qualche tempo fa un giovane ingegnere nel corso di una banale conversazione di lavoro: “non ho idea del perché la gente ce l’abbia con gli ebrei; tuttavia se da duemila anni sono nel mirino di tutti, qualcosa devono pur aver combinato”. A parziale discolpa del giovane (ma non giovanissimo) ingegnere sta l’incompletezza dei suoi studi, puramente e banalmente tecnici, e l’origine sociale più che modesta, cosa che di norma significa zero letture e dialoghi intergenerazionali limitati al “passami il sale” e al “vedi di non metterti nei guai”. Le stesse motivazioni che secondo il “Pew Research Center”, uno degli istituti di ricerca sociale...

L’umanità in tempi bui

By on Feb 15, 2019 in Filosofia

Raffaello Cortina molto tempestivamente ripubblica “L’umanità in tempi bui. Riflessioni su Lessing” di Hannah Arendt. Si tratta della prolusione tenuta dalla filosofa nel 1959 ad Amburgo in occasione del conferimento del “Premio Lessing”. Tema centrale della sua riflessione è come l’idea di umanità e di umanesimo tipica dell’Illuminismo possa avere ancora ragion d’essere dopo i “tempi bui” dei totalitarismi, della guerra, della Shoah. Cosa è mutato dall’ottimismo positivo di Lessing nel “Nathan il saggio”, dramma scritto nel 1779 che narra il modo in cui il saggio mercante ebreo Nathan, l’illuminato sultano Saladino e un inizialmente anonimo templare riescono a colmare il loro divario tra ebraismo, islam e cristianesimo; quanto resta dell’idea centrale in Lessing che l’amicizia sia la più alta manifestazione di umanità dopo gli anni di ferro e del fuoco? E di conseguenza, è...