Effetto Rana, Giovanni

By on Feb 24, 2021 in Filosofia

Apro l’edizione digitale di “La Repubblica”. Vado alle pagine della cultura e m’imbatto in un articolo di Massimo Recalcati: Non è che sia una gran novità imbattersi in uno suo scritto. Ma oggi, forse complice l’incipiente primavera, devo essere persino più rincoglionito del solito. Impiego una colonnina, una colonnina e mezza, per comprendere che l’impegnativo scritto di Recalcati su Sartre e le ragioni per leggere o ri-leggere con il trattino come si usava nei tardi Sessanta, non è un articolo ma la recensione di saggio di prossima pubblicazione. Cosa c’è di strano, si chiederanno i miei sfaccendati lettori, lievitati nel frattempo al numero di diciotto? Niente, se non il fatto che il recensore è l’autore stesso. Massimo Recalcati ci spiega perché sia importante (utile, indispensabile, fondamentale: scegliete la parola che più vi aggrada, i lacaniani sono notoriamente maestri di...

Gioco di specchi

By on Ott 4, 2020 in Filosofia

Ogni volta che leggo un lavoro di Carlo Rovelli so che sarà necessaria una seconda lettura. E poi una terza e una quarta. Sono consapevole che ciò che credevo di aver compreso sparirà miseramente dalla mia mente con la stessa velocità con cui l’acqua, levato il tappo, scorre nel lavandino. Gli amici fisici che frequentavo nei (lontanissimi) anni dell’università mi assicuravano che è normale. Dicevano che se gli strumenti non vengono adoperati tutti i giorni finisci con lo scordare il loro uso e non distingui la zappa dal piccone. Peccato che i loro strumenti – il formalismo matematico – siano per quasi chiunque più oscuri della Pizia. L’ultimo lavoro di Rovelli si chiama Helgoland. Tratta di meccanica quantistica. La teoria che negli ultimi cento anni ha avuto più successo nello spiegare le cose. Quali cose? Tutte: dai satelliti agli smartphone, dal giro degli elettroni ai vortici...

Tradimenti

By on Lug 25, 2020 in Filosofia

“Il nazionalismo è il veleno del nostro tempo. Ha portato l’Europa sull’orlo della rovina. Trascina i nuovi stati dell’Asia e dell’Africa come lemmings impazziti. Dichiarando di essere un cittadino del Ghana o del Nicaragua o di Malta un uomo si risparmia i fastidi. Non deve più arrovellarsi a scoprire chi è, dov’è la propria umanità. Ogni spinta di massa della politica moderna, ogni progetto totalitario, si basa sul nazionalismo, sulla droga dell’odio che induce gli esseri umani a mostrare le zanne dai due lati di un muro, di dieci metri di terra squallida. Anche se va contro la sua volontà tormentata, la sua stanchezza, l’ebreo – o almeno qualche ebreo- può svolgere un ruolo esemplare. Mostrare che mentre gli alberi hanno radici, gli uomini hanno gambe e sono uni gli ospiti di altri. Se non vogliamo che il potenziale della civiltà venga distrutto, dovremo sviluppare delle...

Le parole fra noi leggere

By on Lug 13, 2020 in Filosofia

Ci sono parole che hanno conosciuto i fasti della gloria al punto di divenire sinonimi di categoria filosofico-politica. Una di queste è “progresso”, lemma esaltato dall’esplosione positivista di fine ‘800, caduto nelle polvere largo circa al termine della prima guerra mondiale e tutt’ora considerato un’ingenuità grossolana dal pensiero post-modernista contemporaneo. Il tema del progresso, l’idea stessa di progressione intesa quale miglioramento umano e sociale, scatena reazioni unanimi dalle curve degli apocalittici quanto degli integrati. Per i primi parlare di “progresso” dopo la crisi economica e la pandemia è folle più che insensato; per i secondi, nostalgici delle tradizioni nazionali (quali che fossero) il sogno è semmai il regresso, il ritorno perché il “prima” è sicuramente meglio del “dopo”. Per entrambi la colpa è comunque della scienza e della tecnica: disumanizzata e...