Il kilt che indossava papà

By on Lug 1, 2026 in Filosofia

Immagino abbiate subito anche a voi l’onta del tradimento. Non le piccole infedeltà amorose che come spiccioli entrano ed escono dalle tasche senza troppo ferire nell’età in cui si scopre il mondo. Il tradimento che ammutolisce e lascia il segno è il tradimento intellettuale. Accade quando vien meno il patto che ci lega a un pensatore, a colui che ha saputo conquistare la nostra fiducia con l’originalità dell’intelletto e il rigore dell’indagine. Quanto più le delusioni sono cocenti, tanto più vertiginose saranno le conseguenze; si aprono faglie la cui profondità è proporzionale alla crescita che provocano, laddove crescere significa uscire dal cono d’ombra delle convinzioni che abbiamo accumulato e che custodiamo con l’ottusa determinazione di Cerbero. (scrive Paul Nizan, l’autore che vanta il più grande numero di citazioni dopo i Baci Perugina, “Avevo vent’anni. Non permetterò...

La suprema arte.

By on Giu 25, 2026 in Letteratura

Non avevo letto quasi nulla di Raboni critico. Conoscevo solo il poeta e il traduttore della Recherche, quasi nulla del critico letterario, cinematografico teatrale e televisivo. La ragione, banale e insieme semplicissima, è che Giovanni Raboni ha svolto quest’impresa (per certi aspetti titanica: più di 4000 recensioni in oltre quarant’anni di attività) scrivendo per testate che non erano le mie: Avvenire, Europeo, Corriere della Sera. Sono (anche in questo caso) debitore a Matteo Marchesini. Di Raboni critico militante ne ha parlato nei giorni scorsi sulla sua pagina Substack recensendo “Meglio star zitti? Scritti militanti su letteratura, cinema, teatro”, Oscar Mondadori. Il volume raccoglie gli scritti pubblicati nel periodo che va dal 1964 al 2004. Un arco temporale ridotto se considerato dal punto di vista meramente numerico, vastissimo alla luce della radicale trasformazione del...

Perdersi negli altri e nelle cose

By on Giu 20, 2026 in Comunicazione

Non so se sia più triste il viver misconosciuti e l’esser celebrati dopo la morte o il suo contrario, finire dimenticati dopo cotanta fama. Probabilmente un materialista duro e puro non avrebbe dubbi. Sceglierebbe la seconda e si godrebbe la gloria in vita, consapevole delle disgrazie che colpirono Baruch Spinoza e Søren Kierkegaard, della sorte toccata a Giordano Bruno, bruciato vivo ma oggetto oggi di fior di studi o di quella del povero Van Gogh, lo sciamannato olandese che in vita vendette un solo quadro. Mi faccio queste domande oziose per via del caldo e di un libretto – “Perdersi negli altri e nelle cose” lettere scelte di Benedetto Croce – che mai, sia detto subito per inciso, avrei pensato di léggere e men che meno di comprare. E quindi che scelta compirebbe il principale esponente del neoidealismo italiano, colui che dopo aver dominato per decenni la cultura...

Guerre giuste e ingiuste.

By on Giu 15, 2026 in Filosofia

    Pochi giorni, fa inaugurando la torre più alta della Sagrada Famiglia, Leone XIV ha dichiarato: “i cristiani non possono fare la guerra”. Questo monito, non so quanto rispettato nonostante l’autorevolezza della fonte, mi è tornato in mente oggi lunedì, giorno di mercato in via Cesariano. Oltre alle bancarelle dell’agro alimentare, ai casalinghi e all’abbigliamento, se non piove c’è anche il banchetto dei libri: novità e saggi scontati e scontatissimi. Mi cade l’occhio (oggi è anche la giornata della metafora povera) sulla quinta edizione di “Guerre giuste e ingiuste. Una discussione morale con esempi storici” di Michael Walzer meritoriamente pubblicato da Garzanti. Metto subito i piedi nel piatto (ve l’avevo detto che era giornata di metafora povera) e lascio la parola al novantenne più grande filosofo della politica statunitense: “A volte è giusto combattere, e a...

Natale è alle porte

By on Giu 9, 2026 in Contemporaneità

Non faccio grande attenzione agli anniversari. Oggi mi sono accorto che sono passati 35 anni dalla nascita del World Wide Web, quando il CERN di Ginevra rese la rete accessibile al grande pubblico grazie alle pagine grafiche e ai siti web. Qualcuno sostiene che data la nascita sia da posticipare al 1995 in coincidenza con la caduta le ultime restrizioni all’uso commerciale di Internet, ma fa lo stesso. Non ricordo l’anno, ma benissimo lo stupore. Una sera i miei amici fisici (uno di loro leggerà queste note qui su FB) mi fecero entrare nelle loro stanze all’INFN di Milano; dai loro computer in collegamento diretto con il FermiLab di Chicago ebbi il primo assaggio del web, quella cosa nata da ragioni militari prima ed esigenze di comunicazione scientifica poi, che cambiò il mondo. Poiché faticavo a capire, sono sempre stato un tecno-deficiente, DP il più entusiasta fra loro si...