È marrone

By on Ott 4, 2019 in Arte, Contemporaneità

“La vera arte non va mai spiegazzata” Linus van Pelt L’altro giorno il tram si ferma davanti al manifesto dell’ultimo evento della Fondazione Prada. L’avevo rimosso nonostante la sua forte caratterizzazione. Si tratta del “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, progetto espositivo che “riunisce 538 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson… e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf… e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna”. Il pezzo memorabile al punto da dare il nome al progetto, è il sarcofago di Spitzmaus “una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.c.”. Il modello a cui fa riferimento la mostra sono le Wunderkammer, le “stanze delle meraviglie” nelle quali a partire dal Cinquecento e sino alla fine del...

Il mestiere delle arti

By on Nov 5, 2018 in Arte

Cosa deve fare un artista contemporaneo? O meglio, cosa non può o non dovrebbe fare? L’opinione di Hito Steyerl, artista visiva che indaga sul rapporto tra la tecnologia e i media è particolarmente interessante, anche in ragione del fatto che la rivista Art Review ritiene sia la donna più influente nel mondo dell’arte. Secondo Hito Steyerl il ruolo dell’artista non può non essere politico; di conseguenza ritiene ci sia una totale assenza di etica in chi si pone al servizio di regimi autoritari. L’accusa è rivolta agli artisti e agli architetti – Hito Steyerl non si fa scrupolo di citare nomi e cognomi – che progettano musei o più in generale contribuiscono con la loro opera a legittimare regimi oppressivi se non addirittura sanguinari. La tesi di Hito Steyerl porta alle estreme conseguenze (politiche) il postulato che attribuisce all’arte il compito di scuotere le coscienze...

Euridice tra alto e basso

By on Mar 31, 2017 in Arte, Letteratura

Ieri sera mi chiama BC. Vai su Rai 5, c’è “L’Orfeo”. Giunto al termine di una giornata resa afosa da un mestiere che ormai non imbruttisce solo noi milanesi, ho ascoltato quello che ho potuto. Nel senso che Monteverdi molto dà ed altrettanto chiede. Era la replica dello spettacolo andato in scena alla Scala nel 2009 per celebrare i 450 anni della sua nascita. Un’edizione di straordinaria rarefazione (la regia, scene e luci sono di Robert Wilson) dove la scenografia iper-minimalista serve così perfettamente la musica (e il testo sublime) al punto di trasportare lo spettatore in un mondo sospeso, quello dei vivi che si recano nel mondo dei morti. Le posture dei cantanti (la rigidità da manichino delle anime morte?) gli abiti di scena, i volti truccati di bianco, la scena dove campeggiano solo cipressi e in alto sospesa la lira del poeta, rafforzano se possibile la dimensione ipnotica di...

Sospensione

By on Mag 25, 2015 in Arte, Comunicazione

Non è un caso che “Mia madre” di Nanni Moretti e “Youth” di Palo Sorrentino, due film che più diversi non si può, chiudano nello stesso modo. Nel lavoro di Moretti, un film onesto ma non memorabile, l’ultima inquadratura è di Margherita, gli occhi negli occhi dello spettatore. In quello di Sorrentino – un’opera straordinaria – la conclusione è affidata al volto sereno e severo di Michael Caine. Lo sguardo del personaggio principale, in silenzio, senza più parole. Un discorso sospeso. Come a ricordarci che la scelta di fronte alla vita e al termine della vita, spetta solo a ciascuno di noi. Ognuno è libero di dare la risposta che sa o che può. Quella che riesce ad elaborare. E se è indubbio che ne esista una migliore rispetto ad un’altra, è altrettanto indubbio che sono scelte che spettano solo a chi dovrà compierle. Margherita non...