Qui a Mosca noi facciamo così

By on Feb 18, 2026 in Letteratura

Sono sempre stato alla larga da Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič. Non tanto e non solo per la diffidenza che il Nobel mi ispira. Non sapevo quasi nulla di lei, se non che le sue inchieste giornalistiche avessero toccato il nervo scopertissimo di Aljaksandr Ryhoravič Lukašėnka, più noto come Lukašenko, l’uomo che dal 1994 regge con mani di pietra le sorti post-sovietiche della Bielorussia. Sono un’anima vile. Dopo l’immersione nelle cime abissali di “Vita e destino” di Vasilij Grossman avevo deciso che bastava così e che della Aleksievič potevo fare a meno. (Un inatteso sostegno alla mia tesi giunge da Vladimir Nabokov. Nelle “Lezioni di letteratura” tra le molte altre cose il più grande scrittore russo in lingua inglese afferma: “Non dovremmo mai dimenticare che l’opera d’arte è sempre la creazione di un mondo nuovo, e che la prima cosa da fare sarebbe studiare quel...

Il bello di Voghera

By on Gen 7, 2026 in Letteratura

(“Il male di vivere lo incontravo a Voghera, ma non lo salutavo”) Lo so. Di questi tempi si dovrebbe parlare di diritto violato e di come reagiranno i grandi mascalzoni della Terra; di chi vince, chi perde e chi pareggia. Con corollario di commenti su chi non c’è ma dovrebbe esserci, su cosa ha detto il tale e la talaltra, su un’epoca che si chiude e su un’altra che si apre, ma non si sa su cosa né quando. Invece di parlare di cose di cui non sapremo nulla finché non ci sarà dato di vederle accadere, questa madeleine tratta di un libro che, a differenza degli imperscrutabili destini della geopolitica, offre più di un grimaldello per comprendere se non quello che sarà almeno ciò che è stato. Genesi. L’altra notte mi sono svegliato turbato da un sogno di cui ricordo solo la sventata complicatezza. Pensate, avevo sognato Mozart materializzarsi nel mio studio; accomodato in faccia alla mia...

Il carattere dell’italiano?

By on Nov 13, 2025 in Letteratura

  Ritorno ancora una volta a “Saggisti italiani del Novecento” l’antologia curata da Berardinelli-Marchesini. Andando avanti e indietro nel tempo, passando da un autore all’altro per il puro piacere di scoprire e riscoprire, ragionavo su come la lingua sia il testimone più attendibile di un’atmosfera, di un gusto, di una temperie. Non so quasi nulla di storia della lingua se non che l’italiano è mutato molto poco. Sicché, mentre per francese (un tedesco, un inglese) è praticamente impossibile leggere la letteratura del Trecento, un italiano di media cultura può fare i conti con Dante con ragionevole difficoltà. (Non ho la più pallida idea delle cause di questa eccezionalità. In alto a sinistra nella libreria riposa la “Storia della lingua italiana” del Migliorini edizione del 1971. Avrei dovuto portarla a un esame una cinquantina d’anni fa. Oggi potrebbe darmi le risposte che...

Il libro che non c’è (3)

By on Ott 22, 2025 in Filosofia, Letteratura

Giuseppe Antonio Borgese? Se escludiamo gli studiosi di italianistica e qualche sperduto lettore di “Rubè”, il suo più importante romanzo, nessuno ricorda la vita e le gesta di un intellettuale che ha contato parecchio nelle prime decadi del secolo scorso. Germanista, giornalista, critico letterario, poeta e drammaturgo, docente universitario, la sua parabola nazionale si concluse nel 1931 quando rifiutò di giurare fedeltà al regime e si rifugiò negli Stati Uniti, paese di cui prese la cittadinanza. Devo al lavoro di Berardinelli e Marchesini* la possibilità di leggere un articolo pubblicato nel 1946. Si intitola “Gli intellettuali alla prova”. E’ scritto in un italiano secco e crocchiante: nonostante siano trascorsi settantanove anni pare prosa contemporanea (Borgese deve essersi assai giovato del soggiorno statunitense). Al di là della qualità di scrittura, è la lezione morale di...