Il grande equivoco

By on Gen 27, 2026 in Contemporaneità

  Finalmente l’abbiamo capito. La Giornata della Memoria non riguarda le persone di cultura o religione ebraica: riguarda noi. Loro, gli ebrei, la memoria della Shoah l’hanno stampata sulla pelle. Nessuno, sottolineo: nessuno, degli ebrei che ho conosciuto e con cui ho stretto amicizia è scampato alla lotteria della storia. Ognuno di loro ha avuto almeno un parente distrutto nel fuoco del Moloch nazista. La Giornata della Memoria è per noi. I “gentili” di nome ma non di fatto che ovunque nella civilissima Europa hanno attivamente contribuito a far funzionare la macchina della caccia all’ebreo; noi che nel migliore dei casi ci siamo limitati – come ricorda la signora Segre – a girare la faccia dell’altra parte. Senza il nostro contributo (attivo e passivo) la macchina dello sterminio non avrebbe potuto funzionare con la perfezione di cui ha dato prova. (Resta da...

La storia infinita

By on Gen 21, 2026 in Contemporaneità

    Ricordate? “La fine della storia e l’ultimo uomo” uscì tre anni dopo la caduta del Muro di Berlino. L’autore, il politologo americano Francis Fukuyama, profetizzava il trionfo del capitalismo, dello stile di vita occidentale e soprattutto il diffondersi delle democrazie liberali quale forma definitiva di governo nel mondo. Come ben sappiamo, da Cassandra in poi il mestiere del profeta è tra i più rischiosi; con la non piccola differenza che mentre l’inascoltata principessa troiana aveva ragione, da Nostradamus in poi il resto del cocuzzaro ha tirato a indovinare con scarso successo. Intendiamoci, Fukuyama è uno studioso serio oltreché fortunato: nonostante le sue tesi si siano rivelate fallaci, il libro gli ha donato fama mondiale; tuttavia rifarsi all’alba del terzo millennio al “tutto ciò che è razionale è reale” (e viceversa) teorizzato dal grande Hegel...

Il bello di Voghera

By on Gen 7, 2026 in Letteratura

(“Il male di vivere lo incontravo a Voghera, ma non lo salutavo”) Lo so. Di questi tempi si dovrebbe parlare di diritto violato e di come reagiranno i grandi mascalzoni della Terra; di chi vince, chi perde e chi pareggia. Con corollario di commenti su chi non c’è ma dovrebbe esserci, su cosa ha detto il tale e la talaltra, su un’epoca che si chiude e su un’altra che si apre, ma non si sa su cosa né quando. Invece di parlare di cose di cui non sapremo nulla finché non ci sarà dato di vederle accadere, questa madeleine tratta di un libro che, a differenza degli imperscrutabili destini della geopolitica, offre più di un grimaldello per comprendere se non quello che sarà almeno ciò che è stato. Genesi. L’altra notte mi sono svegliato turbato da un sogno di cui ricordo solo la sventata complicatezza. Pensate, avevo sognato Mozart materializzarsi nel mio studio; accomodato in faccia alla mia...

Buoni propositi per l’anno che viene

By on Dic 31, 2025 in Contemporaneità

Vi è una storia hasidica su Reb Meshulam Zusha di Annipol che alla fine della sua vita, noto per la sua mite bontà e saggezza, divenne triste e addolorato. Interrogato dai suoi discepoli spiegò che temeva il giudizio del tribunale celeste, poiché sapeva che non gli avrebbero chiesto Zusha, perché non sei stato all’altezza del nostro maestro Mosè, oppure Zusha, perché non sei stato come nostro padre Abramo, ma gli avrebbero chiesto Zusha, perché non sei stato...

Dubito, ergo sum?

By on Dic 22, 2025 in Contemporaneità

Pirrone, chi era costui. Se non fosse stato la stella filosofica di Montaigne mai avrei saputo della sua esistenza. Pirrone di Elide, vissuto un trecento anni prima di Cristo, sostiene l’impossibilità di conoscere la verità ultima delle cose e la natura intrinseca della realtà; e di conseguenza invita alla sospensione del giudizio per raggiungere l’atarassia, ovvero la tranquillità interiore che annulla la sofferenza. Il filosofo ideale, dunque, per i periodi storici caratterizzati dall’assenza di certezze assolute. Zigmunt Bauman nel suo “La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti” nel definire il relativismo della nostra epoca come una sorta di atteggiamento pirroniano, inferisce che nel corso del tempo le “epoche della certezza” si siano alternate a quelle del dubbio e dello scetticismo. Queste ultime si palesano quando “il mondo resta sospeso a una...