“La verità è sempre in esilio”.

By on Apr 29, 2020 in Filosofia

Non so se il merito sia del Corona, ma ho letto più del solito in questi mesi. (Avverto l’implicita pericolosità di questa affermazione; ricorda la battuta di un produttore di Roberto Rossellini: “Bello de casa, mica se po fa ‘naltra guera per farte girà film che te riescono mejo, eh?”). Sto leggendo con sistematicità i lavori di George Steiner. Il fatto che sia mancato il 3 febbraio alla cospicua età di novantuno anni induce il bibliofilo ad acquistare il più in fretta possibile titoli destinati a finire rapidamente fuori catalogo. Steiner si definiva uno studioso di letterature comparate, amante del “territorio in cui si interfacciano filosofia e poesia”. Io preferisco definirlo storico delle idee, disciplina entrata recentemente nel novero accademico. Il tema di questa madeleine non è tuttavia Steiner, quanto piuttosto la riflessione che la lettura di “I libri che non ho scritto” mi...

“Hypocrite lecteur, – mon semblable, – mon frère!”

By on Apr 24, 2020 in Comunicazione

Tanto tempo fa, diciamo un secolo circa, scrissi un libro. L’argomento riguardava il perimetro del mio lavoro. Dopo aver vinto le resistenze dell’editore lo intitolammo “La rosa e il giardiniere”. Metafora tratta dall’arte della floricultura per indicare il rapporto che corre tra i brand e coloro che dovrebbero averne cura. Risparmio ai dodici sfaccendati che hanno il garbo di seguirmi la differenza che corre tra un brand e un prodotto; diciamo solo che nelle intenzioni dei progettisti i brand sono (o dovrebbero essere) come le persone: dotati di carattere, morfologia e financo fisiologia unici e distintivi. I brand di successo, ovviamente. Creare un brand che possa avere una ragionevole probabilità di successo è impresa difficile quanto educare un individuo a diventare persona, ovvero autenticamente sé stesso. Riguardo ai brand, studi di settore calcolano che su mille nuovi prodotti...

La notte nera delle vacche nere

By on Apr 21, 2020 in Contemporaneità

Come ben sappiamo – ce l’ha ricorda pure il buon vecchio Hegel in una spassosa polemica di tanto tempo fa – nella notte nera dove tutte le vacche sono nere, tutto appare indistinto e quel che è peggio indistinguibile. Tutto uguale, nessuna differenza. Eppure, lo sappiamo sin da bambini, la differenza c’è sempre. E neppure le vacche nella notte nera sono necessariamente tutte nere. È una legge di natura che riguarda tutti noi. E insieme a noi ogni manifestazione del genere umano: creativa, produttiva, organizzativa, logistica. Sabato scorso nella notte nera di un Corona che più nero non si può, abbiamo inviato una mail ad un punto vendita Carrefour di Milano. Ci era stato segnalato dal provvidenziale passaparola di Barbara, un’amica puntuale ed efficiente come solo gli insegnanti in pensione. Non so se sia l’iniziativa (intelligente) di un singolo punto vendita o conseguenza della...

Götterdämmerung

By on Apr 17, 2020 in Contemporaneità

Esselunga, icona e simbolo amatissimo. In particolare da chi milanese lo è diventato. Inutile obiettare che milanesi lo sono diventati quasi tutti: gli autoctoni sono più rari di un sovranista acculturato: Prima dell’Esselunga c’era la Scala, il Duomo e il panettone che quella chiesona massiccia aveva trasformato in logo. L’Esselunga con le sue pubblicità verduromorfe, con i babbacetti di Harry Potter e delle Guerre stellari. L’Esselunga con il suo bravo record di redditività per metro quadro e la rissosità di patron Caprotti, a testa bassa contro le cooperative e i reprobi di famiglia. L’Esselunga con le sue installazioni in puro barocco brianzolo che appaiono ai rondò della campagna lombarda come le astronavi dell’Impero. L’Esselunga benchmark di riferimento in Italia e nel mondo. L’Esselunga, l’innovatore, il precursore, l’esploratore. La bomboniera di certezze per il metropolitano...