Il nostro dovere

By on Feb 29, 2020 in Contemporaneità

“Il nostro dovere è curare più persone possibile nel modo migliore possibile. È un impegno eccezionale e non sappiamo quanto durerà questa epidemia. La gente deve sapere però che il nostro sforzo durerà fino a quando sarà necessario. Vedere spegnersi Mattia * sarebbe un incubo. Ma cedere al protagonismo e dimenticare di remare tutti in silenzio e nella stessa direzione, sarebbe peggio. La sconfitta risulterebbe collettiva e irreparabile: lo spettro della pandemia dilagherebbe nel disastro del pandemonio”. (Raffele Bruno, direttore del reparto di malattie infettive del policlinico San Matteo di Pavia. Fonte: Repubblica on-line) *Mattia è il paziente 1, giovane uomo, sano e...

Letture facoltative

By on Feb 27, 2020 in Contemporaneità

La lettura facoltativa al tempo del Coronavirus è “Schegge di sapienza. Frammenti di saggezza, e un po’ di follia” di Davide Lopez. Psicoanalista talentuoso sino alla genialità definisce la società post-moderna “società di Gesù bambino”: il mondo in cui le diversità individuali sono annullate in modo nichilistico e distruttivo, e le responsabilità polverizzate sino all’annullamento. Una società dominata dalla gioia maligna di “tirare giù” chi aspira al cambiamento e alla propria realizzazione; una società nella quale gli individui sono prigionieri del circolo vizioso narcisismo-masochismo e concepiscono la volontà di potenza come prevaricazione. Se vi sembra un giudizio eccessivo, pensate allo spettacolo di esibizionismo, di cialtroneria, di incompetenza non si sa se più arrogante o più presuntuosa ammannito in queste settimane da chi ha (avrebbe) la responsabilità di governo....

L’amore al tempo del colera

By on Feb 23, 2020 in Contemporaneità

Pare sia inevitabile pensare agli Antichi come a una sorta di sprovveduti per (inevitabile) ignoranza. Quell’ignoranza che solo il tempo e le sorti “magnifiche e progressive” avrebbero definitivamente allontanato e sconfitto. Pare lecito pensare che in fondo un qualsiasi ragazzino ai giorni nostri ne sappia di più (parecchio di più) di tutti i pensatori dell’antichità, persino più di Aristotele, il fondatore della logica, l’indagatore indefesso dei misteri della Natura. La foto che accompagna questo post è stata scattata oggi pomeriggio all’Esselunga di via Losanna. Credo non sia il caso di precisare che la motivazione non vada ricercata nella particolare efficacia di un’offerta speciale: anche a Milano, la città che ritiene di essere la più civile ed evoluta, è in azione l’imbecillità di massa, il virus di gran lunga più pernicioso e letale. Amare i propri simili è un compito gravoso...

Grazie zia

By on Feb 18, 2020 in Contemporaneità

L’antisemitismo, il più grande mistero dell’umanità. Non serve leggere l’opinione del Tale né compulsare il Talaltro. Men che meno spaccarsi la testa sulle riflessioni (il più delle volte) squisite di questo o quel rabbino. Anche rivolgersi a Sigmund, che pure l’ha patito, è inutile. La sola spiegazione plausibile è che gli antisemiti hanno bisogno degli ebrei come i tossici dell’eroina. Con la differenza che i tossici pdi eroina crepano mentre gli antisemiti di antisemitismo ingrassano. Se ne conclude che se gli ebrei non esistessero bisognerebbe inventarli: perfetta valvola di sfogo sperimentata in duemila anni di attività. Quello che invece è un banale luogo comune è che l’antisemitismo sia generato dalla miseria morale e materiale. Falso. Certo, non che povertà e ignoranza non abbiano la loro quota di responsabilità; il leggendario successo che riscuotevano i pogrom nella Russia...