Plebalisti all’opera

By on Gen 19, 2019 in Contemporaneità

Scegliamo la foto dell’anno. Il simbolo di uno stato più che di un evento. Una foto che esprima lo Zeitgeist. (Nell’Ottocento, quando fu inventa la parola, sarebbe stato facile; è dal secolo scorso che le notizie hanno preso a moltiplicarsi con la velocità di virus e batteri; e con la loro stessa velenosità verrebbe da dire). Esclusi quindi i disastri più o meno naturali, terremoti e tsunami, incendi e naufragi, come pure crimini e misfatti. Avevo scelto il ritratto dei signori Trump nel corso dell’appuntamento annuale dedicato ai bambini al North American Aerospace Defense Command. Una storia perfetta. Non si sa cos’abbia detto lei, le affermazioni della signora Trump sono per definizione insignificanti; pare invece che lui abbia schermito una bambina chiedendole se credesse ancora nell’esistenza di Babbo Natale. La piccola ha risposto affermativamente, e il Comandante in capo le ha...

In mezzo al mar

By on Gen 6, 2019 in Contemporaneità

Le cose a vederle dal vivo fanno un altro effetto. Risaputo finché volete, eppure ogni volta la sorpresa è grossa. I bene informati dicono che oltre a quelle spiaggiate alla rinfusa, come se i proprietari avessero avuto una gran fretta di scendere a terra, ce ne saranno almeno centocinquanta sul fondale. Quella nella foto pare una balena ammazzata dai giapponesi. Che poi non se la mangiano neppure la carne di balena i giapponesi, proprio come gli sterminatori di bisonti per levare risorse agli indiani, giusto la lingua pare mangiassero. I bene informati dicono che le barche spiaggiate nel porto di Rapallo staranno lì per anni. Troppi interessi, troppi soldi, troppa burocrazia. Troppo di tutto, dicono. Ma che mai sarà il tempo per un popolo che il tempo è abituato a misurarlo in millenni? Si farà il ponte di Genova, prima poi; si leveranno le balene meccaniche, prima o poi. Si libererà...

Diario di un cattivo studente di tedesco (una micro-storia europea)

By on Dic 23, 2018 in Contemporaneità

Questa è a suo modo una storia europea. Quella di Giulio, nipote intraprendente che stanco di fare un lavoro di successo a Milano, ha preso l’aereo e se ne andato a Berlino a fare un lavoro di altrettanto successo. (C’erano anche ragioni del cuore – e che ragioni forti – a motivare la sua scelta, ma è un’altra storia). A Berlino chi fa lavori di successo parla l’inglese internazionale, la neo-lingua degli scambi, della ricerca e dei commerci. Si vive benissimo a Berlino anche senza conoscere una parola di tedesco, tuttavia dopo una manciata di anni anche il mio talentuoso nipote ha sentito l’esigenza di impararla questa benedetta lingua… (Buona lettura e buona Europa a tutti). Da un paio di mesi ho cominciato a studiare (quasi) seriamente il tedesco. Sicuramente questa lingua ha un po’ dei difetti che gli stereotipi sud europei le attribuiscono: è melodiosa come il canto di...

Per amore, solo per amore

By on Dic 10, 2018 in Contemporaneità

Strano paese il nostro. Se chiedessimo al primo che incontriamo per strada quale sia oggi la parola più importante, con buona probabilità ci risponderebbe “sicurezza”, ovvero “la condizione che rende e fa sentire di essere esente da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli”. Pare sia merce più richiesta dagli italiani; e non importa se le statistiche, tutte, indicano il crimine in calo. Strano paese il nostro. Abbiamo cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari che consentiva l’accesso al lavoro, al servizio sanitario nazionale, all’assistenza sociale e all’edilizia residenziale; introdotto l’uso della pistola elettrica e “ridisegnato” in senso restrittivo il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Saremo più sicuri, dicono. Nel frattempo crollano i...