Se mi chiedessero cos’è la poesia forse risponderei come Agostino (“Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga non lo so”). Qualcuno obietterà che sono quesiti da perdigiorno; eppure non riesco a togliermi dalla testa l’idea che la poesia abbia a che fare con la vita di tutti i giorni. Non necessariamente eroica, anzi, e neppure tragica: l’esistenza priva di note a margine di noi fortunati, quelli che vivono senza dover schivare una bomba, correre in un rifugio, combattere per una tanica d’acqua e un filone di pane. Trovo aiuto in Iosif Aleksandrovič Brodski, un poeta che scrive in russo e poi si auto-traduce in inglese. Per lui la poesia “…purifica la lingua, fa moltissime cose. È uno straordinario acceleratore mentale, tanto per cominciare. Sintetizza una gran quantità di materiale, una gran quantità di materiale...