Cos’è la poesia?

By on Mag 6, 2026 in Arte, Letteratura

Se mi chiedessero cos’è la poesia forse risponderei come Agostino (“Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga non lo so”). Qualcuno obietterà che sono quesiti da perdigiorno; eppure non riesco a togliermi dalla testa l’idea che la poesia abbia a che fare con la vita di tutti i giorni. Non necessariamente eroica, anzi, e neppure tragica: l’esistenza priva di note a margine di noi fortunati, quelli che vivono senza dover schivare una bomba, correre in un rifugio, combattere per una tanica d’acqua e un filone di pane. Trovo aiuto in Iosif Aleksandrovič Brodski, un poeta che scrive in russo e poi si auto-traduce in inglese. Per lui la poesia “…purifica la lingua, fa moltissime cose. È uno straordinario acceleratore mentale, tanto per cominciare. Sintetizza una gran quantità di materiale, una gran quantità di materiale...

Primo maggio

By on Apr 30, 2026 in Contemporaneità

Quello che più mi ha colpito dell’ultima edizione del 25 Aprile non è la vicenda dell’idiota ad aria compressa: un cretino a 18 carati non si nega a nessuno, quindi nemmeno alle comunità ebraiche; e neppure le bandiere palestinesi, gli slogan pro-Hamas e la speciale ospitalità riservata alla Brigata Ebraica. Sono vent’anni buoni che i pro-pallici sputano saliva e insulti, e avevo vent’anni quando certa sinistra definiva “atto di resistenza” la strage degli atleti israeliani all’Olimpiade di Monaco. Quello di cui non so capacitarmi è l’odio che riscuote a man bassa l’Ucraina e l’indifferenza riservata alle donne e agli uomini che in Iran rischiano la forca. Quello che non capisco è l’amore incondizionato che riscuote la Russia eterna di Putin, il luogo più triste e più disperato della terra. Credo sia questo il dato più incredibile. Schieramenti politici che dichiarano di appartenere al...

Due pesi, tre misure

By on Apr 16, 2026 in Contemporaneità

Amo i numeri anche se è un amore non corrisposto. Purtroppo con i numeri bisogna fare i conti. Tra le molte questioni di numeri che non so non dico risolvere ma neppure affrontare, una mi sta particolarmente a cuore. Ci ho pensato su, e la cosa più sensata da fare mi è parsa chiedere aiuto a un paio di amici di Facebook. Persone che oltre a non litigare con i numeri, pattinano nel pantano della questione ebraica con la leggerezza degli ippopotami di “Fantasia”. La domanda che ho posto loro, bravi pure nello scovare informazioni e dati attendibili, è la seguente: quanti missili sono caduti sul territorio di Israele negli ultimi anni? Nonostante il quesito ricordi la storia degli angeli danzanti sulla capocchia di uno spillo, i miei amici sono riusciti a darmi una risposta: dall’ottobre 2023 all’aprile 2026 il numero complessivo di razzi e missili lanciati contro Israele è verosimilmente...

La profezia

By on Apr 14, 2026 in Contemporaneità

È noto che i grandi poeti sono anche grandi saggisti. Iosif Brosdskij non sfugge alla regola che lo accomuna a Leopardi, Auden e Montale, giusto per citare quelli che amo di più. Oltre a risultare imprescindibile per la comprensione di poeti come Robert Frost (il commento di Brosdskij a “La sepoltura in casa” è magistrale) il suo talento si manifesta anche nelle profezie di carattere politico. Lo scopro leggendo “Conversazioni”, miscellanea di interviste che vanno da 1970 al 1995. Come sostiene la curatrice Cynthia Haven nell’introduzione “non appena toccano il suolo straniero gli esuli corrono il rischio di diventare irrilevanti. Nel nuovo ambiente l’interesse per le questioni di vita o di morte che li hanno costretti a partire è marginale; la loro voce dipende da un traduttore. Dopo l’espulsione dall’Unione Sovietica nel 1972 Brosdskij ha però imboccato una strada meno convenzionale....

Voi che vivete sicuri

By on Mar 22, 2026 in Letteratura

Non solo non avevo letto nulla di Herta Muller, ero anche certo che non avrei letto nulla in futuro. Diciamo che ne stavo alla larga per via di solidi pregiudizi. Ad esempio, quando la fascetta che circonda il libro come un placido sindaco di paese annuncia la vittoria di un premio, o quando l’autore è ritratto in guisa di santino laico sofferente. La Muller riusciva nella duplice impresa: la fascetta annunciava garrula la vittoria che i vecchioni di Stoccolma attribuiscono compulsando il manuale Cencelli (chi sarà il premiato quest’anno? uno sconosciuto abitante del terzo mondo, una rappresentante del diarismo femminile, un testimone del pianeta “esuli e vittime”?) e le immagini d’archivio mostravano con preoccupante continuità il sembiante della depressione. Ora io non ho nulla di personale nei confronti delle patologie depressive, né tantomeno dei depressi; mi limito a evitare le...