Lèggere

By on Giu 2, 2026 in Letteratura

Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei. Con buona pace del grande Brillat-Savarin, a fare l’uomo è il profilo letterario non quello alimentare. Me ne dà conferma “La Repubblica delle lettere”, raccolta di saggi di quel meraviglioso saggista che è Marc Fumaroli dove si ricostruisce la storia della comunità ideale nata nell’età dell’Umanesimo e diffusa in Europa tra Sei e Settecento. (Ne riparleremo in un’altra madeleine). La cosa non vi convince? Eppure è semplice: mentre è possibile condividere con un neonazista (beninteso a debita distanza) la passione per i Weisswurst e la birra affumicata, la stessa cosa non potrà mai accadere con il “Main Kampf”, libretto malvagio quanto modesto. Dimmi cosa leggi, ammesso che tu legga. Se non leggi sappi che è infinitamente meglio il non lettore totale che un seguace di Fabio Volo. Al primo forse accadrà la fortuna di un incontro tardivo quanto...

Gunther for ever!

By on Mag 31, 2026 in Filosofia

Ci sono documenti di cui hai sentito parlare da anni citati e stracitati decine di volte di cui però non sai risalire alla fonte. Quelle cose date per scontate che t’immagini l’autore mentre le scrive assumere l’arrière-pensée di circostanza: come diceva il tale, come ribadiva il talaltro e “conciossiacosaquandofosseché / il quadro non è tondo”. Una di queste è la critica, famosa quanto feroce che Gunther Anders rivolge a Heidegger suo antico maestro. Dove leggerla? Dove trovare il testo integrale, preferibilmente tradotto in lingua italiana? Giusto ieri notte leggendo il mio livre de chevet della settimana m’imbatto, nuovamente, nella disanima di Anders, questa volta citata dal mai sufficientemente lodato Alfonso Berardinelli (“Niente è come prima”, Castelvecchio). Chiudo il libro e mi preparo al sonno con l’ultimo benaugurante versamento liquido, quand’ecco che dalla pila di libri e...

Aldo Cazzullo o della verità

By on Mag 28, 2026 in Comunicazione

  Mai amato La7. Il senso unico dei suoi talk-show mi fanno pigiare il telecomando. Ieri sera però Aldo Cazzullo nella sua “Giornata particolare” ha dato una lezione di storia patria; di quelle che costringerei tutti, in particolare le così dette “giovani generazioni”, a guardare con gli occhi spalancati come Malcolm McDowell in Arancia Meccanica. La lezione s’intitola Faccetta nera, “speciale in due puntate dedicato al colonialismo italiano tra Eritrea, Etiopia, propaganda fascista e memoria storica”. Chi in buona o cattiva fede parla di “italiani brava gente”, di diversità ontologica dell’italiano medio rispetto al germanico, abbia la compiacenza di guardare il lavoro di Cazzullo senza cambiare canale quando passano le immagini di civili gasati, dei partigiani eritrei torturati e impiccati, dell’uso (è il verbo più idoneo) delle donne africane promosso dal regime ed...

Il ritorno della Razza

By on Mag 24, 2026 in Contemporaneità

Affrontare certi temi richiede coraggio: la razza è uno di questi. Di certo a Andrea Graziosi il coraggio non manca. Esperto di storia dell’Unione Sovietica e più in generale dell’Est europeo, ha potuto studiare i documenti conservati negli archivi di Mosca giusto in tempo prima che Putin ne impedisse la consultazione. (Detto per inciso, i suoi saggi sull’Unione Sovietica fanno accapponare la pelle per la disumanità che trasuda da ogni piega del regime). “Il ritorno della razza” (il Mulino) è un esercizio di storia delle idee, la disciplina che si occupa della “nascita, espressione ed evoluzione delle idee umane, intese come le grandi forme di concettualizzazione applicate ai vari domini filosofici, epistemologici, culturali”. In tal senso il lavoro di Graziosi traccia il percorso che il concetto di razza ha compiuto dall’antichità ai giorni nostri e di come sia tornato prepotentemente...

La Russia eterna

By on Mag 11, 2026 in Contemporaneità

Non è davvero il caso di commentare le scelte di Pietrangelo Buttafuoco, attuale Presidente della Biennale di Venezia; il Frankfurter Allgemeine Zeitung lo dipinge come “un intellettuale versatile, un anarchico di destra che è riuscito a mettersi contro quasi tutti, tranne Putin e Matteo Salvini” (devo la citazione a “Anteprima” di Giorgio Dell’Arti: abbonatevi, è bellissima). Contro gli “anarchici di destra” (Celine, Malaparte?) non c’è partita, si perde sempre. Tuttavia le sue scelte (neo-dannunziane, tardo-fiumane, post-situazioniste?) mi costringono a pensare alla Russia, al più disgraziato dei paesi asiatici che vorrebbe tanto diventare europeo, e non riuscendoci cova il rancore dell’innamorato vergognosamente respinto.  La Russia. Fateci caso, nonostante tutto quello che Putin fa (e pure quello che non fa) la Russia continua stazionare nella coscienza delle persone a un livello...